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Cultura e spettacoli | 17 novembre 2019, 14:16

James Senese chiude una edizione da record del Moncalieri Jazz Festival

Il concerto da tutto esaurito di ieri sera alle Fonderie Limone ha fatto calare il sipario sulla 22esima edizione. Per il 2020 si pensa a un omaggio a Fellini, per legare cinema e musica

credits Ferdinando Caretto

credits Ferdinando Caretto

Si è concluso ieri sera, con il concerto da tutto esaurito di James Senese Napoli Centrale alle Fonderie Limone, il 22° Moncalieri Jazz Festival.

Una edizione da record, per la legittima soddisfazione del maestro Ugo Viola, organizzatore ma soprattutto autentico factotum della manifestazione. "Più di 100 persone rimaste fuori per il concerto finale, 1200 ragazzi delle scuole coinvolti, 1300 persone nella serata che si è svolta al Regio. numeri in crescita, edizione dopo edizione, con la soddisfazione di aver visto arrivare anche molta gente da fuori".

Quest'anno il Festival ha voluto realizzare un connubio con Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla morte del genio universale. E per onorarne al meglio la figura, il 2 novembre la consueta Notte Nera del jazz ha assunto la denominazione della “Notte di Leonardo”, con un concerto che ha coinvolto 300 coristi, che hanno occupato la piazza del Centro Storico di Moncalieri. Un evento eccezionale, che utilizzando per la prima volta una tecnologia d’avanguardia, grazie a particolari cuffie wifi, ha permesso di ascoltare il concerto a impatto sonoro zero per i 500 fortunati spettatori che ne hanno usufruito.

Leonardo è stato anche il protagonista dello sbarco del Festival al Teatro Regio, la sera del 4 novembre, quando è andata in scena un'opera jazz dedicata al genio universale, che racconta il suo sogno del volo. “Leonardo e il foglio perduto”, composto e diretto da Stefano Fonzi, con testi scritti da Giommaria Monti, ha avuto come straordinaria voce narrante quella di Pino Insegno.

Poi, dopo concerti e iniziative che hanno toccato scuole, case di cura e il centro polifunzionale Don P.G. Ferrero, alle Fonderie Limone ci sono stati i tre grandi appuntamenti finali con i concerti dal Jazz Rock al Progressive, l'esibizione dei Quintorigo”, per chiudere iera sera con James Senese, il jazzista più famoso d’Italia.

Una conclusione in grande stile per un Festival che ha già in mente un'idea stuzzicante per la prossima edizione. "A cento anni dalla nascita, sto pensando ad un omaggio per l'indimentiicabile Federico Fellini, per legare il cinema e la musica", ha anticipato Ugo Viola. Da domani parte già il lavoro in vista del 2020.

Massimo De Marzi

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