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Attualità | 05 dicembre 2019, 06:00

Vent'anni di incubatore, I3P festeggia il grande Slam e numeri da record. E ora punta a "uscire di casa" [FOTO]

Sono in tutto 255 le imprese "cullate" dal 2009 a oggi e 4 su 5 sono ancora sul mercato. Il presidente Scellato: "Nel 2019 abbiamo vinto i 4 maggiori premi di settore in Italia. Oggi in portafoglio abbiamo aziende per almeno 100 milioni di euro"

Vent'anni di incubatore, I3P festeggia il grande Slam e numeri da record. E ora punta a "uscire di casa" [FOTO]

Da novembre a novembre. Giuseppe Scellato festeggia un anno alla guida di I3P, l'incubatore del Politecnico che invece si avvia a tagliare il traguardo dei 20 anni di attività. "Ho sempre avuto la visione di una piattaforma, una realtà che sappia sviluppare relazioni con il territorio e con le imprese". 

I numeri dicono che dal 1999 sono state 255 le imprese incubate (22 solo nel 2019), che hanno generato circa 2000 posti di lavoro e un giro d'affari di 161 milioni. Tante le iniziative non ambito It e digitale (41%), mentre il 30% è nel settore industriale. Quindi cleantech (13%) e biomedicale (11%). A "pieno carico", I3P può ospitare fino a 55-60 start up - attualmente il portafoglio dei presenti vale circa 100 milioni di euro - così che la lista d'attesa è piuttosto nutrita: almeno 60, tante quante quelle che sono già dentro. "Nel 2019 abbiamo ricevuto 700 richieste, di cui 120 sono diventate davvero progetti e solo 30 sono diventate start up: la selezione è fondamentale. Il nostro obiettivo? È creare valore aumentando la massa critica con più progetti possibili. E non per niente ho speso buona parte di questi miei primi 12 mesi a firmare accordi e sviluppare legami. Solo così, si possono attirare attenzioni con certi Gruppi e con certi fondi di investimento, così come con i business angels".

Nel Pantheon di chi è passato da I3P ci sono casi notevoli come Ennova, Biotechware (inventori dell'elettrocardiogramma a distanza) e Electropowersystem (quotati a Parigi e operanti nel settore delle fuel cell). Ma anche MiMoto (l'attuale servizio di scooter sharing) e ClearBox, una sorta di "psicanalisi" in grado di capire perché l'intelligenza artificiale si comporta e si evolve in un certo modo.

"Il futuro è suddiviso in tre strade: sviluppare la ricerca, ma anche accompagnare la crescita di spin off industriali e attrarre progettualità dall'esterno. Di recente un'impresa che si occupa di aerospazio e di stampa 3D è arrivata dalla Campania alla ricerca di qualcuno che li assista nel loro cammino di crescita. Ci piacerebbe essere la porta di ingresso per questo tipo di progetti: possiamo offrire un buon network di servizi per la gestione della proprietà industriale, ma oltre al laboratorio di ricerca sappiamo porci come verticali tecnologici su manifattura avanzata, aerospazio o simili che altrove non ci sono".

Il tasso di crescita negli ultimi cinque anni è stato di circa il 25% e nel corso del 2019 le start up incubate a I3P hanno raccolto investimenti per 14,3 milioni di euro. Ma visto che è importante anche il passo fuori dalla porta, potendo camminare sulle proprie gambe nel mercato, nell'ultimo anno sono state 3 le "uscite" si tratta di Intervieweb, Fluida e Dead Pixels. In tutto il ventennio sono state 27 quelle acquisite in tutto, mentre altre 169 sono ancora in attività sul mercato. Un'incidenza di 4 su 5, mentre in Italia la sopravvivenza è di 1 su 4.

E non mancano i premi e i riconoscimenti. A cominciare da quello come Miglior incubatore pubblico su scala globale, secondo Ubi Global, che si è aggiunto ad altri allori raccolti nell'arco dell'ultimo anno. "Grazie alle nostre I3P abbiamo fatto il Grande Slam, vincendo tutti e 4 i maggiori premi nazionali del settore. Il modo ideale per festeggiare il ventennale, oltre al record annuale del fundraising con 15 milioni di euro".

Ma ci sono discorsi aperti: "A parte quanto incassiamo dai servizi che forniamo e da quello che, in minima parte, arriva dalle imprese incubate (3000 euro all'anno, ndr), il nostro bilancio è legato al contributo della Regione, ma che è legato al nostro contributo al territorio. Ecco perché bisogna ragionare su come inserire anche progetti in arrivo da altre aree del Paese".

Non preoccupa la coesistenza con i nuovi "vicini" (alle OGR) di Techstars. "Siamo modelli completamente diversi - dice Scellato - anche sui tempi, molto più brevi dei nostri. Quindi non saremo in concorrenza. Ma sicuramente contribuiranno a rafforzare l'ambiente e l'immagine della città".

Intanto, in calendario è cerchiata la data del 9 dicembre: nella sala Agorà di via Boggio saranno premiate le start up dell'anno per il 2019. "Nel 2020 vorremmo arrivare a un incubatore diffuso sul territorio, che esca dai confini della Cittadella e che insieme al Politecnico di Torino lavori su settori strategici, dall'automotive all'aerospazio e non solo. Speriamo che i soci di I3P sposino questa visione".

Massimiliano Sciullo

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