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Politica | 15 febbraio 2020, 17:01

"No all'allontanamento zero, serve un tavolo di confronto". In piazza anche Appendino

Il comitato "Zero all'allontanamento zero" è sceso in piazza per ribadire la contrarietà al Ddl regionale approvato dalla Giunta Cirio

"No all'allontanamento zero, serve un tavolo di confronto". In piazza anche Appendino

"Chiediamo il ritiro del Ddl regionale e l'apertura di un tavolo di confronto": con queste parole chiare e nette il comitato Zero Allontanamento Zero, composto da oltre cinquanta associazioni, ordini professionali tra cui gli assistenti sociali, docenti universitari, sindacati e cittadini, è sceso in piazza per ribadire l'assoluta contrarietà alla proposta di legge approvata dalla Giunta Cirio.

A sostegno della battaglia anche la Città di Torino, presente con la sindaca Chiara Appendino, la vice-sindaca e assessora al welfare Sonia Schellino, l'assessore ai diritti Marco Giusta e alcuni consiglieri comunali: "Siamo qui - ha commentato la prima cittadina - per esprimere il nostro sostegno al sistema degli affidi, alle famiglie affidatarie e ai servizi, come abbiamo espresso anche in Consiglio Comunale e in 4° Commissione. L'affidamento è una risorsa fondamentale per l'intera collettività e Torino da questo punto di vista ha una storia incredibile".

Le ragioni del comitato partono da presupposti come la necessità di non negare l'esistenza di nuclei familiari in difficoltà, di riconoscere i tempi lunghi necessari alla cura e alla risoluzione di problematiche come la tossicodipendenza, e l'aiuto fornito dalle famiglie affidatarie a quelle di origine: "Questo disegno di legge - ha dichiarato l'avvocata Assunta Confente - non tutela i bambini ma scardina un sistema di protezione che, pur con molti difetti, garantisce cura, assistenza e futuro. I servizi non hanno il potere di togliere i bambini alle famiglie povere ma ogni allontanamento viene sempre fatto dall'autorità giudiziaria per motivi gravi e nel rispetto del contraddittorio".

Alla luce di queste considerazioni vengono fatte alcune proposte, tra cui l'aumento delle risorse finanziarie per garantire gli adeguati interventi di sostegno ai bambini e alle famiglie, provvedimento non incluso nel ddl: "Trasferire il 40% delle risorse direttamente alle famiglie d'origine - ha proseguito Confente - oltre a rappresentare un rischio dovuto alle loro problematiche specifiche manderebbe al collasso il sistema di prevenzione: strumentalizzare i bambini per fini politici è ignobile".

Marco Berton

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