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Eventi | 20 settembre 2018, 13:04

Petrini al Salone del Gusto: "Il cibo è una sfida globale, non significa solo Made in Italy" (VIDEO)

Al ministro Centinaio: "Riprendiamo in mano la legge sulla tutela dei suoli, difendiamo i contadini. E avviamo botteghe multifunzionali nei borghi"

Petrini al Salone del Gusto: "Il cibo è una sfida globale, non significa solo Made in Italy" (VIDEO)

"Le sfide per il cibo non devono limitarsi al proprio Paese, ma sono globali, riguardano il mondo intero". Se il discorso del ministro Gian Marco Centinaio aveva acceso l'orgoglio nazionalista dell'Italia al Salone del Gusto, la risposta di Carlo Petrini ha decisamente spazzato via ogni limite geografico.

Il presidente di Slow Food ha parlato all'inaugurazione della kermesse ringraziando prima di tutto i tanti delegati giunti a Torino dopo viaggi lunghissimi, e ospitati da un Piemonte che si è riscoperto generoso, accogliente. Poi, solidarietà e sostegno alle donne che da sempre danno anima e corpo alla nostra cultura del cibo: "Venite a Terra Madre a vedere quante contadine sono presenti, da tutto il mondo. Basta con i cliché dello chef uomo".

Petrini ha quindi ripercorso il cammino compiuto da Slow Food in questi 22 anni di attività: "non è ancora stata riconosciuta la piena conoscenza di una filiera che deve garantire il benessere per tutti. Deve cambiare paradigma".
Inevitabile quindi l'approccio globale al tema alimentari. "Anche le sfide per il cambiamento incidono sul clima. Il 34% dell'effetto serra dipende da agricoltura e allevamenti intensivi: ecco che allora i nostri comportamenti alimentari possono fare la differenza per rimediare".
Molto chiare le parole di augurio rivolte al neo ministro Centinaio: "Per l'Italia serve riprendere in mano la legge di tutela dei suoli che da quattro anni giace in parlamento. Abbiamo frane e incendi causati soprattutto del dissesto idrogeologico. Il cibo è anche questo. I veri presidi nei territori sono i nostri contadini. Chi paga quel lavoro ai contadini? Se sono loro a preservare il territorio devono anche avere i dovuti riconoscimenti".

E conclude con una sfida: "Perché non mettere insieme l'idea di una bottega multifunzionale nei nostri borghi? È arrivato il tempo di lavorare per la loro ricostruzione,  con una gestione giovane. Che siano luoghi che possano aiutare il turista. Se non esiste questa logica di connessione, non abbiamo davvero capito la potenzialità del cibo".

Manuela Marascio

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