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Attualità | 15 ottobre 2018, 09:26

Dieci idee e cento temi di rigenerazione per via Sacchi, la "periferia del centro città"

Presentato a Torino il design contest “Via Sacchi – nel portico, oltre il portico”, che vede coinvolti Politecnico, Comune e comitati cittadini

Dieci idee e cento temi di rigenerazione per via Sacchi, la "periferia del centro città"

È stato presentato dai suoi curatori il workshop “Via Sacchi – nel portico, oltre il portico”, in occasione della giornata di apertura di Torino Design of the City. Un progetto ideato dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico in partnership con Città di Torino, Fondazione Contrada, Comitato “Rilanciamo Via Sacchi”, Accademia Albertina delle Belle Arti e con il Network Unesco Creative Cities Design.

Agli inizi del 2019 studenti di architettura, arte e design, coordinati da studiosi ed esperti di ambito internazionale, affronteranno un percorso di lavoro sul tema della rigenerazione urbana della via. Già una prima fase di confronto con studiosi, residenti e amministratori, avviata a fine 2017, aveva evidenziato possibili approcci tematici, poi declinati in dieci temi specifici. Ad esempio il recupero del verde abbandonato, l’arredo urbano, la valorizzazione delle vetrine, il possibile collegamento con il limitrofo quartiere di San Salvario attraverso la stazione di Porta Nuova. Ora si riparte da lì, chiedendosi cos’è via Sacchi ora, come può diventare in futuro, cosa offre ai frequentatori.

Il suo portico – all’interno dell’ampio tracciato storico dei portici torinesi lungo 12 km – soffre da tempo, sotto gli occhi di tutti, di trascuratezza e degrado. Una condizione analoga a quella vissuta dalla “sorella” via Nizza, dall’altro lato della ferrovia. Luoghi che da alcuni anni sono sorvegliati da cittadini e amministrazione per lo studio di progetti di riqualifica, toccando l’ambito commerciale, ecologico ed estetico. Per questo gli obiettivi della “Call for concept” e del “Living Lab”, rilanciati dal Poltecnico di Torino attraverso il workshop mirano a elaborare nuove potenziali funzioni del porticato e del lato ferroviario, concepire una trasformazione degli spazi che possa fungere da modello e sperimentare nuove tecnologie nel segno di una città “smart”.

La “Call” è indirizzata a un confronto internazionale per gli studenti universitari sul caso reale dello spazio pubblico e il sistema dei portici di via Sacchi, definita come periferia del centro città. Il “Lab” vuole approfondire con esperti, amministratori e studenti selezionati gli scenari per la città della creatività, della sostenibilità e dell’inclusione.

Claudio Germak, docente del Politecnico che dirige il progetto con Rossella Maspoli, Elena Dellapiana e Marco Bozzola, ha illustrato le maggiori criticità emerse dall’analisi del 2017. Davanti ad alcuni negozi sono ancora presenti diverse barriere architettoniche, la pista ciclabile è in molti punti degradata, gli attraversamenti pedonali sono poco attraenti e, soprattutto, poco sicuri, e la segnaletica non esaustiva. Per non parlare del grosso problema del muro lato ferrovia, che impedisce il collegamento diretto con via Nizza passando dalla stazione, e che attualmente Ferrovie dello Stato non è ancora predisposta ad aprire al pubblico. Per questo il workshop del 2019 dovrà avere una visione multidisciplinare, andando a intersecare i diversi nodi di sviluppo in un dialogo costruttivo tra i tanti attori che vivono via Sacchi. “Attraverso la formula del laboratorio partecipato – spiegano gli organizzatori – si affronteranno le esigenze dei singoli spazi pubblici, condividendo idee per azioni puntuali e di scala più minuta, cosiddette agopuntura, tra loro integrate e realizzabili con risorse limitate. E che per questo richiedono una grande creatività”.

Dieci idee, cento temi per via Sacchi. E gli spunti sono davvero tanti, a partire dal concetto coagulante dell’apertura: negozi attrattivi, cortili spalancati, mercati, rivitalizzazione delle botteghe storiche per incrementare il passaggio di turisti. E, ancora, il riuso temporaneo dei locali non occupati, la pulizia e manutenzione del porticato, l’incremento della sicurezza notturna. In termini di utilizzo dello spazio pubblico, si valuta anche la costruzione di un info point e di una sorta di casa del quartiere del borgo San Secondo, coinvolgendo così le fasce giovanili. Fondamentale, infine, l’attivazione di politiche di mobilità sostenibile, con la riduzione del trasporto privato – e del conseguente inquinamento acustico – e il miglioramento dei mezzi pubblici.

Maggiori informazioni su viasacchi.designcontest.polito.it

Manuela Marascio

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