Salvaguardare la naturalità e garantire il libero accesso ai cittadini: sono questi i presupposti per la piena riapertura del parco Michelotti, da un anno oggetto di riflessioni e interventi graduali da parte della Città di Torino. Bocciato il progetto Zoom, l'area verde di corso Casale ha riunito in un percorso condiviso residenti e associazioni locali. Dopo diversi incontri, iniziati nel gennaio 2018, sono state presentate ieri in Circoscrizione 8 le linee d'indirizzo per il recupero dell'ex zoo.
"Un processo sperimentale ricco di eterogeneità", ha commentato Cristina Seymandi del tavolo di progettazione civica. "Siamo arrivati a un'idea di luogo condivisa, rispettando la natura e creando uno spazio d'incontro per i cittadini".
Diverse le criticità segnalate nelle assemblee, su cui l'assessorato al verde è chiamato a intervenire previa approvazione delle linee guida in consiglio. In primis favorire i percorsi ciclabili e pedonali, valorizzando i viali, e rimuovere il muro di cinta che delimita il parco, sostituendolo con una recinzione più neutra e permeabile, eventualmente in legno.
Altro aspetto fondamentale, il valore naturalistico del parco, con una flora e una fauna da proteggere - inserendo magari delle casette per uccelli e pipistrelli - nonché il suo potenziale culturale e didattico. Non mancano diverse proposte a livello associativo su attività da localizzare in futuro all'interno, coinvolgendo liberamente i cittadini e invogliandoli a riscoprire la storia e gli sviluppi del parco stesso.
E, ancora, la richiesta di servizi igienici gratuiti, illuminazione a led, punti acqua potabile e un'area cani delimitata da arredi naturali. Ma l'elemento chiave restano i fabbricati residuali del vecchio zoo: la proposta emersa dai tavoli di progettazione sarebbe di abbatterli tutti a eccezione del rettilario, che conserva un suo prestigio architettonico.
"Faremo ancora diverse commissioni consiliari di approfondimento", ha garantito l'assessore all'ambiente Alberto Unia, che intanto promette: "dopo la riapertura della zona sud del parco, entro l'estate verrà riqualificata l'area che va dall'Ippopotamo alla bocciofila Sis. Data la consistenza del terreno, per ottimizzare il lavoro è necessario che non piova per un po'. Le tempistiche potrebbero quindi variare in base alle condizioni meteo".
Per quanto riguarda i costi, se le attuali linee d'indirizzo venissero approvate dal consiglio comunale, si procederebbe alla demolizione dei fabbricati, calcolando circa 20 mila euro l'anno per la manutenzione del verde. Se invece si optasse per il loro mantenimento, la messa in sicurezza richiederebbe alla Città una spesa di 950 mila euro nell'ottica di una riqualificazione triennale.
Intanto anche la Circoscrizione 8 si prepara a esprimere il parere in consiglio. E il vicepresidente Massimiliano Miano annuncia: "Faremo un sopralluogo al Michelotti il 21 marzo".














