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Scuola e formazione | 09 aprile 2019, 15:08

In dieci anni a Torino +15mila under 30 senza lavoro, per loro la Città mette in campo "Su la Testa!"

Il progetto ha avvicinato 1.600 giovani, solo un terzo orientato con colloqui individuali. Giusta:"Dobbiamo lavorare per accrescere la fiducia dei ragazzi, sopratutto quella di chi arriva da contesti difficili"

In dieci anni a Torino +15mila under 30 senza lavoro, per loro la Città mette in campo "Su la Testa!"

 

 

Nel 2017, secondo l’Istat, erano 34 mila i giovani di Torino tra i 15 e i 29 anni disoccupati, oltre 14 mila in più rispetto a dieci anni prima quando erano 19.800. A diminuire quindi la quota di under 30 con il lavoro, passati da 141.800 a 103.800.

Nella decade è aumentato anche in maniera esponenziale il numero di ragazzi accomunati dalla difficoltà di realizzare un “normale progetto di vita”, passati da 64.500 nel 2008 a 82 mila nel 2017.  

A loro era rivolto “Su la Testa!”, selezionato dal bando ReStart promosso da ANCI. I risultati finali del progetto - che aveva l’obiettivo di contrastare il disagio giovanile e in particolare dei Neet, giovani (compresi tra 18 e 25 anni) che sono fuori da percorsi formativi e che al tempo stesso non lavorano- sono illustrati questa mattina presso l’assessorato comunale alle politiche giovanili di via Corte d’Appello.

Complessivamente, le attività informative (online e offline, sul territorio e presso il Centro InformaGiovani) del progetto hanno avvicinato 1.600 giovani. Di questi meno della metà è stata coinvolta nella seconda fase di “Su la Testa!”, che prevedeva attività concrete di avvicinamento al mondo del lavoro. Solo un terzo poi è stato orientato con colloqui individuali.

“Numeri -secondo l’assessore comunale alle politiche giovanili Marco Giusta – che evidenziano come ci sia un forte senso di sfiducia verso questo tipo di azioni.” “Dobbiamo lavorare -ha aggiunto - per accrescere la fiducia, soprattutto quella dei ragazzi e ragazze che arrivano da contesti complessi e hanno difficoltà ad immaginare un futuro.” “Progetti come “Su la Testa!”, che ha costruito una grossa rete di partenariato, servono appunto a questo” ha concluso.

 

 

Cinzia Gatti

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