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Eventi | 14 settembre 2019, 06:00

Domani a Torino la 32esima “Festa dell'uva”, ma il futuro è in bilico

Torna il tradizionale appuntamento con la festa di Via Nicola Fabrizi, chiusa dalle 9 alle 20 per ospitare diverse iniziative. L'organizzatore Vito Gioia: “Potrebbe essere l'ultima edizione”

Domani a Torino la 32esima “Festa dell'uva”, ma il futuro è in bilico

Un appuntamento tradizionale sta per tornare sul territorio della Circoscrizione 4: è in programma domani, domenica 15 settembre, la 32esima edizione della “Festa dell'Uva”.

Dalle 9 alle 20 Via Nicola Fabrizi sarà chiusa al traffico (da Corso Tassoni a Corso Lecce) e si colorerà di iniziative con negozi aperti, bancarelle, vendita di prodotti tipici e artigianali e una distribuzione gratuita di uva (alle 16.30); per i più piccoli ci sarà la possibilità di fare un giro in giostra e sui pony.

Ma non finisce qui, perché anche quest'anno si rinnoverà la collaborazione con il Museo d'Arte Urbana, protagonista con una visita guidata gratuita (a cura del direttore artistico Edoardo Di Mauro, partenza dal sagrato della Chiesa di Sant'Alfonso elle 15.30) alle opere murali di Borgo Vecchio Campidoglio e al Rifugio Antiaereo di Piazza Risorgimento (ore 17, costo 4 €).

A presentare la manifestazione è il presidente di Federvie Vito Gioia: “Si tratta – commenta – di una festa che negli anni si è evoluta ma che mantiene salda la sua tradizione contadina: il momento della pigiatura dell'uva, unito alla sua distribuzione insieme a 3mila bicchieri di vino, è un potente veicolo di racconto e scambio tra generazioni; questi due momenti saranno accompagnati, come consuetudine, da due madrine. L'unica nota negativa è legata alla mancata chiusura di Corso Svizzera, che spezzerà in due tronconi la strada”.

Lo stesso Gioia conferma i dubbi legati al futuro delle feste di via: “L'edizione – aggiunge – di quest'anno, salvata in extremis grazie al buonsenso di tutti nonostante le difficoltà di carattere amministrativo, potrebbe anche essere l'ultima perché l'aumento dei costi non può far altro che diminuire la qualità del prodotto. In questo modo il mantenimento di uno standard elevato diventerà sempre più difficile, c'è molto rammarico nel constatare la scarsa considerazione verso un evento di questa rilevanza sociale ed ecologica”.

Marco Berton

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