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Cronaca | 29 ottobre 2019, 12:44

Coldiretti lancia l'allarme: "A Casalborgone i lupi sbranano quattro pecore"

Al via il piano dei controlli per il Vitellone Piemontese della Coscia: "Tassello fondamentale per garantire qualità e sicurezza alimentare ai consumatori"

Coldiretti lancia l'allarme: "A Casalborgone i lupi sbranano quattro pecore"

Attacchi di lupi a Casalborgone. Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, denuncia: "Sono state sbranate 4 pecore, colpite nottetempo e uccise nel recinto aziendale di una fattoria didattica, sita a ridosso del centro urbano. Che sia opera di lupi è certificato dagli enti preposti".

"Negli ultimi mesi un po’ in tutta la provincia di Torino si registrano attacchi di questo tipo, al pari di quanto avviene sul territorio piemontese. Questo di Casalborgone è solo l’ultimo in ordine di tempo. Segnaliamo la notizia per dare voce alla preoccupazione degli imprenditori agricoli che vedono aumentare in modo significativo i danni da fauna selvatica. In particolare a Casalborgone l’attacco è venuto a ridosso dell’insediamento urbano, dove i lupi non si erano mai visti, nei confronti di animali custoditi e protetti che venivano utilizzati a scopo educativo per bambini e ragazzi".

"Questi attacchi si aggiungono ai danni portati alle coltivazioni da selvatici e cinghiali. Si tratta di situazioni sempre più mal sopportate dagli imprenditori agricoli che, da anni, sono alle prese con questi problemi senza che si intravveda una soluzione e con il ristorno dei danni da parte degli ATC ancora fermi all’anno 2016".

Il presidente Fabrizio Galliati conclude con una nota amara: "In qualche convegno il lupo viene addirittura presentato come riequilibratore della popolazione dei cinghiali, ma nel chivassese - così come nella collina torinese, zone con alta concentrazione di ungulati - non abbiamo mai avuto notizia di lupi che hanno fatto vittime tra i cinghiali…".

Intanto, il Ministero delle Politiche Agricole ha dato il via libera al piano dei controlli per il Vitellone Piemontese della Coscia Igp. Un grande risultato che porta a compimento quanto ottenuto rispetto all’Indicazione Geografica Protetta nel dicembre 2016, dopo che l’iter era partito nel 2009.

 “Con questo ultimo tassello viene veramente completato l’insieme delle attività previste dal disciplinare della denominazione Igp per il Vitellone Piemontese dalla Coscia - affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si potrà partire, quindi, con i controlli nelle aziende e questo significa garantire al consumatore qualità e sicurezza alimentare. La razza bovina piemontese ha una grande importanza per l’economia del nostro territorio: conta, infatti, circa 350 mila capi con 6 mila aziende impegnate nell’allevamento, sia tradizionale sia legato al pascolamento in alpeggio garantendo, così, il presidio delle montagne e dei territori svantaggiati".

"Annualmente sono impiegati oltre 15 mila addetti per un fatturato che, per il solo allevamento, vale oltre 500 milioni di Euro e per l’intera filiera, comprendente la logistica, il trasporto, la mangimistica, la macellazione ed il sezionamento, raggiunge il miliardo e 30 milioni di Euro. Non viene, dunque, solo difesa una razza ed una tipologia di allevamento, ma anche una tradizione alimentare unica, oltre ad essere tutelato un grande patrimonio dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia”.

Grande soddisfazione anche di Carlo Gabetti, presidente del Coalvi che è l’Ente proponente dell’Igp, a capo del Comitato che raggruppa tutte le maggiori associazioni del settore zootecnico piemontese.

comunicato stampa

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