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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Politica | 06 dicembre 2019, 07:52

Reddito di cittadinanza, a Torino non si trova lavoro. Schellino: “Non possiamo assistere le persone a vita”

L’assessore promuove la forma assistenziale ma boccia la parte relativa al lavoro: “Per ora non sta creando nuovi posti”. La difesa di Spadon: “Sistema nazionale non adeguato, ma i centri stanno facendo il loro mestiere”

Reddito di cittadinanza, a Torino non si trova lavoro. Schellino: “Non possiamo assistere le persone a vita”

Il reddito di cittadinanza non sta creando posti di lavoro e il Comune di Torino non può permettersi di assistere le persone a vita”. E’ una bocciatura piuttosto evidente quella che l’assessore alle Politiche Sociali Sonia Schellino riserva alla misura introdotta la scorsa primavera dal Governo.

Torino, come noto,  è la città del nord Italia con il maggior numero di famiglie che ricevono l’Rdc. Eppure, al momento, il reddito di cittadinanza sembra funzionare a metà. La forma assistenziale, in questi mesi, ha permesso a diverse persone in difficoltà di pagare un affitto o di intraprendere un percorso di rientro dalle morosità. Quel che manca, a detta dell’assessore Schellino, è l’altra parte, quella che dovrebbe essere complementare all'assistenza: quella relativa al lavoro. In sostanza il reddito di cittadinanza all'ombra della Mole funziona a metà, perché nessuno (o quasi) trova un impiego.

La vice sindaca ha sottolineato come "l'incontro tra domanda e offerta sia molto complicato e difficile" e che "i navigator che dovrebbero facilitare questo passaggio non riescono nel loro intento". Il motivo è presto detto: il mercato torinese non offre lavoro.

I numeri, d'altra parte, confermano la tesi portata avanti dall'assessore Schellino: a Torino sono circa 17.000 i beneficiari del reddito di cittadinanza. Di questi, in pratica, non lavora nessuno. La media nazionale delle persone che hanno trovato lavoro dopo aver seguito tutto l'iter con i centri dell'impiego è dello 0,14% e il Piemonte è allineato con questi dati.

A difendere gli sforzi profusi in questi mesi per far sì che il reddito di cittadinanza funzionasse anche dal punto di vista del lavoro è Claudio Spadon, direttore dell'agenzia Piemonte Lavoro: "I centri per l'impiego stanno facendo il loro mestiere, nonostante il sistema nazionale non sia ancora adeguato". Perché è tutto fermo, allora? "Perché mancano alcuni decreti applicativi" è la posizione di Spadon. D'altra parte, come ammesso dal direttore dell'agenzia Piemonte Lavoro, il reddito di cittadinanza è una misura molto complessa, che richiede pratiche burocratiche lunghe e deve passare da più fasi.

Critico invece il capogruppo del Partito Democratico a Torino, Stefano Lo Russo: "Il rdc non funziona. Ma va? Chi l'avrebbe detto? Quando fu introdotto e lo criticammo fummo investiti di improperi di ogni tipo dal M5S torinese. Una montagna di risorse pubbliche, miliardi di euro, spesi senza creare lavoro in un Paese che avrebbe bisogno di investimenti produttivi in infrastrutture".

Andrea Parisotto

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