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Politica | 30 marzo 2020, 17:00

Coronavirus nel Pinerolese, il sindaco Rostagno: "Governo ed Europa dovranno metterci nelle condizioni di ripartire"

Il sindaco di Pinasca e portavoce della zona omogenea del Pinerolese ci parla della situazione sanitaria, sociale ed economica della zona ai tempi del Coronavirus

Coronavirus nel Pinerolese, il sindaco Rostagno: "Governo ed Europa dovranno metterci nelle condizioni di ripartire"

Il Coronavirus ha stravolto le abitudini dei piemontesi, non solo nelle grandi città ma anche nei comuni del territorio con meno abitanti ma problemi identici, se non superiori alle volte. Per capire come viene vissuta l'emergenza Covid-19, abbiamo intervistato i sindaci della provincia di Torino in modo tale da capire direttamente da loro quali sono le maggiori criticità e i servizi d'assistenza rivolti alla popolazione. Il nostro ospite di oggi è Roberto Rostagno, sindaco di Pinasca e portavoce della zona omogenea del Pinerolese.

- In questo periodo contraddistinto dal Coronavirus, può farci una panoramica sanitaria del Pinerolese?

Sicuramente in questo momento la situazione è sotto controllo da parte dell'Asl e quindi è una situazione di crisi ma sotto controllo. Siamo una zona che ha circa 132.000 abitanti e 45 Comuni, dalla cintura di Torino a Prali e Pragelato. Si tratta di un territorio molto grande, Pinerolo è il riferimento. Sappiamo dalla Protezione Civile che in questo momento sono stati riscontrati circa 100 casi positivi, su 45 Comuni circa la metà ha almeno un caso di persone risultate positive. E' un numero basso che ci conforta fino a un certo punto, il numero di tamponi eseguiti è molto basso e il numero potrebbe essere cinque volte o dieci volte superiore.

- Subito dietro l'emergenza sanitaria c'è quella sociale ed economica. In un territorio contraddistinto da tanti piccoli Comuni, vi sono eventuali problemi di approvvigionamento o di accesso ai servizi?

Devo dire che problemi di approvvigionamento non ce ne sono, fortunatamente. Abbiamo avuto un paio di giorni dopo alcuni decreti con caos, preoccupazione e assalto ai negozi. Le merci continuano ad arrivare regolarmente, problemi di approvvigionamento non ce ne sono. Lo stesso vale per le farmacie. Quello che stiamo facendo, che è il compito principale dei Comuni, è informare la popolazione su quello che sta accadendo e cercare di rassicurarla di quelli che sono i provvedimenti presi per la loro salute. In tutti i Comuni ci si è attrezzati con l'aiuto di associazioni, Croce Verde, Croce Rossa e Protezione Civile, per venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli in modo tale che nessuno rimanga solo. Questo è dovuto alla collaborazione dei commercianti del territorio.

- Lavorate molto in sinergia con i sindaci del territorio, gli enti e le istituzioni. E' necessario un lavoro di squadra per dare un buon servizio ai cittadini?

Per quanto riguarda la comunicazione tra i sindaci, le tecnologie aiutano. Riusciamo a rimanere in contatto quotidiano, ci sentiamo più volte al giorno e questo ci consente di coordinarci e di interpretare alla stessa maniera i decreti. Facendo così riusciamo a intasare di meno i rapporti con la Prefettura o con l'Asl, in modo tale che le informazioni vengano suddivise tra tutti sindaci. Ovviamente il rapporto con associazioni del territorio, Protezione Civile e Asl che stanno facendo la maggior parte del lavoro sono fondamentali, ci permettono di andare avanti in questa situazione.


- Quali sono i divieti che creano più problemi ai cittadini?

Quello che crea più problemi è non riuscire a comprendere il complicato sistema normativo. Anche noi amministratori abbiamo dubbi e perplessità su cosa si può fare e cosa no. Capiamo che la situazione è complicata, si cerca di andare di volta in volta a tamponare o a cercare di porre piccole modifiche e accorgimenti per far quadrare il sistema normativo ma a volte è difficile interpretarle. Se è difficile per noi amministratori, sicuramente lo è per i cittadini. Devo dire a malincuore che a volte gli input dati dalle normative e da alcune risposte date dagli enti superiori attraverso le Faq creano un po' di problematiche perché aprono spirargli ad alcune eventualità che creano confusione. Spetta poi agli amministratori verificare che le regole vengano rispettate.

- Le chiedo una fotografia dal punto di vista economico. Il momento è difficile, ma proiettiamoci in avanti: quale sarà la ricetta per ripartire nel Pinerolese?

Purtroppo partivamo da una situazione non ottima, risentivamo della crisi economica fatta dalla disgregazione del sistema industriale negli ultimi anni. Stavamo cominciando a impostare nuove basi per il futuro: molte aziende nuove si sono create, costruite o inventate in questi anni per passare oltre a questa fase economica. Questo stop sarà problematico, oggi non sappiamo quanto andrà avanti nel tempo ed è un problema. C'è stato lo stop al commercio, ai lavoratori, per non parlare delle partite Iva, un problema non snocciolato adeguatamente nei decreti Salva Italia. Ci saranno problemi per scadenze, pagamenti che continuano a esserci. Se c'è una cosa che ci dà uno spiraglio di luce è che non si tratta di una crisi locale del Pinerolese, ma italiana, europea, mondiale. Bisognerà che il Governo e l'Europa ci mettano nelle condizioni di ripartire con quel processo di cambiamento che avevamo faticosamente iniziato a intraprendere.

Andrea Parisotto

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