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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Cultura e spettacoli | 03 aprile 2020, 21:23

"Abbiamo i cantieri fermi, e da lì vogliamo ripartire: i Musei Reali continuano a lavorare per il pubblico" [INTERVISTA]

La direttrice Enrica Pagella anticipa i progetti di prossima realizzazione: l'inaugurazione del Giardino Ducale, una grande mostra con la Cina, le fotografie a colori di Capa e il riallestimento delle collezioni archeologiche della Galleria Sabauda

"Abbiamo i cantieri fermi, e da lì vogliamo ripartire: i Musei Reali continuano a lavorare per il pubblico" [INTERVISTA]

Enrica Pagella, facciamo il punto della situazione. I Musei Reali sono del tutto fermi dal 9 marzo, dopo un primo stop e successiva ripartenza a fine febbraio. Quali erano le mostre in corso e quali si preparavano all’inaugurazione? 

Abbiamo chiuso il 2019 in modo molto positivo, con un aumento del pubblico e degli introiti, che vanno ad alimentare i nostri nuovi investimenti per restauri e mostre. Nel momento in cui è esplosa l’emergenza sanitaria, erano in corso le ultime settimane della mostra su Konrad Mägi a Palazzo Chiablese, che ha suscitato moltissimo interesse, e l’ultimo periodo avrebbe appunto dovuto attirare tutti i ritardatari che ancora non l’avevano visitata. Il risultato è stato comunque di 30 mila visitatori, e ne siamo molto contenti: in tanti ci hanno ringraziato per aver fatto scoprire loro un mondo nuovo, essendo un autore poco conosciuto. Purtroppo tutti i programmai di finissage della mostra sono stati cancellati, attendavamo anche i colleghi estoni, per l’occasione. Poi, il 2 aprile avremmo dovuto inaugurare la mostra “Cipro. Crocevia delle civiltà”, e in parte gli allestimenti erano già stati costruiti. Al momento è stata sospesa, probabilmente verrà rimandata alla prossima primavera. Siamo comunque in contatto con i musei prestatori, come la  National Gallery di Londra o il Metropolitan di New York, anch’essi in emergenza come noi. Infine, i pezzi della mostra su Riccardo Gualino, destinati a Chambéry, non possono essere restituiti, li conserviamo al buio e al sicuro. Ma è la condizione comune a tutti i musei del mondo. Anche in Cina, dove l’emergenza sta passando, ancora non si parla di riapertura.

Mantenete quindi sempre attivo il contatto con il vostro panorama internazionale di riferimento? Quali sono le relazioni intrattenute ora con i musei nel mondo?

Lo scambio continua, sì. Stiamo organizzando per il prossimo anno una mostra con il China National Museum: per l’occasione, ci hanno anche detto che, se abbiamo bisogno di mascherine, possono mandarcele in omaggio. Insomma, il sentimento di solidarietà è molto forte, anche lavorando tutti in smart working. 

I numeri forniti pochi giorni fa dall’Osservatorio Culturale del Piemonte hanno rivelato dati molto preoccupanti in termini di perdite economiche nell’ultimo mese. Può farci una stima del danno subito dai Musei, soprattutto in vista delle festività di Pasqua in arrivo?

Stimiamo di perdere intorno ai 150 mila visitatori solo per questo periodo, con un -15% del nostro incasso annuale. E iniziamo anche a valutare il momento della riapertura, dato che la mobilità a livello internazionale sarà limitata: probabilmente perderemo il 75% dei visitatori su tutto l’anno. Come museo statale abbiamo almeno la fortuna di avere i nostri stipendi assicurati.

I Musei Reali sono stati tra i primi enti ad aderire alla campagna #iorestoacasa lanciata dal mondo dell’arte e dello spettacolo italiano. Con quali iniziative avete portato avanti sul web questa forma di “resistenza” culturale? Il vostro pubblico sta apprezzando?

Raccogliamo molti apprezzamenti da parte del nostro pubblico: sono progetti che diventano occasione di team building, per tenere insieme la nostra squadra. Sui social forniamo una sorta di finestra per osservare virtualmente le nostre collezioni, illustrando la storia delle opere selezionate. E il 24 marzo è stato lanciata l’iniziativa digitale “Closed in. I Musei visti da dentro”, con dei video girati all’interno dei nostri spazi, che vengono pubblicati sul canale YouTube dei Musei Reali, e poi rilanciati sui social networks ufficiali e sulla home page del sito. Per sentirci meno soli, e avvicinarci agli utenti, abbiamo pensato di far uscire allo scoperto tutte quelle cose che di solito stanno chiuse, dietro a una porta riservata, nei cassetti o nei depositi. Un modo per accompagnare chi ci segue nella scoperta riservata e silenziosa del nostro patrimonio.  

Una delle sorprese svelate a poco a poco agli utenti online è il nuovo volto del Giardino Ducale: uno sguardo quotidiano sui lavori in corso, per portare l’osservatore virtualmente “dentro il museo”. Come avete conciliato il cantiere con le restrizioni imposte dalla quarantena? E quando stimate possa avvenire l’inaugurazione?

La fine dei lavori era programmata per il 23 marzo e pensavamo di fare una grande festa di inaugurazione per poter finalmente ammirare il giardino con tutti i suoi complementi. E sicuramente lo riproporremo non appena riapriremo, perché i visitatori amano molto i nostri giardini. L’11 marzo di fatto il cantiere è stato sospeso, così come quello per il restauro dell’altare della Sindone: ora tutto il materiale è accatastato in cortile, nell’attesa di ricominciare i lavori. E speriamo davvero di poterli riprendere presto, perché abbiamo delle scadenza che non possono più essere rimandate. 

A cosa sta lavorando tutto lo staff dei Musei Reali, in questo periodo? Quali sono i progetti da realizzare non appena riaprirete? 

La ripresa dei cantieri è certamente uno dei nostri obiettivi fondamentali, perché sono un modo per garantire il lavoro a tante persone nei musei. Speriamo dunque di inaugurare entro la fine di giugno il Giardino Ducale, e a settembre anche la seconda parte dei giardini, dove abbiamo concluso il progetto per il ripristino della fontana monumentale. L’altro nostro grande obiettivo strutturale, inizialmente in autunno, ora spostato a dicembre, è il riallestimento delle collezioni archeologiche al piano terra della Galleria Sabauda, su cui anche in queste settimane la progettazione è andata avanti. Infine, in autunno accoglieremo la mostra dedicata alle fotografie a colori di Robert Capa. Per fortuna le opere sono già state depositate lo scorso novembre, quindi non dovrebbero esserci impedimenti di sorta. 

Manuela Marascio

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