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Cronaca | 22 maggio 2020, 21:45

Gli intoccabili (del coronavirus)

Di chiedere scusa per aver causato la pandemia, di ripagare i danni fatti, di una parvenza di pentimento, nemmeno l'ombra da parte dei cinesi

Gli intoccabili (del coronavirus)

Il 14 agosto 2018, il ponte Morandi, per cause che la magistratura sta accertando, tramite una indagine che ha preso il via l'indomani della tragedia, crollò, causando la morte di 43 persone ed il ferimento di altre 11, tra coloro che transitavano sul viadotto e gli operai che lavoravano in una azienda sotto di esso.

Oltre a causare lo spostamento forzato dalle loro abitazioni di oltre 500 abitanti nei dintorni in edifici a rischio e a creare un forte danno al traffico ed all'economia di Genova e di tutto il comprensorio industriale e portuale.

Per un attimo, immaginiamo se Autostrade per l’Italia, ente concessionario della tratta autostradale e del ponte ad essa asservito, avesse rifiutato di sottoporsi all'inchiesta della magistratura, volta ad accertare le cause e soprattutto le responsabilità, penali e civili, del disastro, dicendo che avrebbe accettato solamente una inchiesta puramente conoscitiva delle cause tecniche che avevano prodotto il cedimento della campata e del pilone di sostegno, in modo da evitare di ripetere errori simili in futuro, ma solo a ricostruzione avvenuta e a disagio al traffico terminato e situazione sotto controllo, motivando il rifiuto con l'asserzione che si sarebbe trattato di un tentativo da parte del governo di distrarre l'attenzione dalle sue presunte incapacità a fare fronte alla situazione precaria in cui versano anche altre opere pubbliche.

Nella migliore delle ipotesi, sarebbero stati sotterrati dalle proteste di tutte le parti coinvolte nella vicenda, nella peggiore si sarebbe proceduto con arresti dei vertici della società concessionaria ed apertura istantanea di una inchiesta seguita da processo immediato.

Ebbene, tutto questo cappello introduttivo, per dire che, con buona pace di una parte dei mezzi di informazione occidentali e la complicità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il governo cinese, per bocca del suo massimo leader, Xi Jinping, intervenuto in prima persona, anche se virtualmente, come tutti, all'assemblea annuale dell’OMS, ha dichiarato che accetterà solo una indagine conoscitiva a pandemia sotto controllo, ovvero fra qualche mese, se non anno.

Di chiedere scusa, di ripagare i danni fatti, di una parvenza di pentimento, nemmeno l'ombra.

Tutta colpa di Trump, che cerca di sviare le attenzioni dalla pessima gestione della pandemia negli Stati Uniti, con tutte le implicazioni economiche e soprattutto politiche, specie in questo anno elettorale, che comporta, prima tra tutte la sua possibile mancata rielezione.

Ebbene, che Trump ci abbia messo del suo, nel gestire in maniera perlomeno discutibile la situazione sanitaria in USA, è indubbio, ma a novembre ne risponderà alla sua gente, che lo peserà e deciderà se assolverlo e concedergli un secondo mandato alla Casa Bianca o punirlo con la sconfitta alle presidenziali.

A noi, danni non ne ha fatti, diversamente dai cinesi, da cui tutto è partito e che con le loro acclarate reticenze nel fornire dati sul potenziale pericolo, hanno lasciato a desiderare sia nei tempi che nei modi della comunicazione e collaborazione, creando così i presupposti per questa pandemia e per le drammatiche conseguenze economiche, lavorative e sociali che ha portato con se.

Non crederanno mica di essersi lavati la coscienza con qualche scatolone di mascherine e qualche ventilatore polmonare, con lo tsunami di danni che hanno provocato al nostro Paese?

Non pretenderanno mica di sottrarsi ad una seria inchiesta indipendente a cui hanno il dovere, innanzitutto morale, di sottoporsi?

Come le nazioni cosiddette civili, non hanno avuto esitazioni a mettere all'angolo regimi dittatoriali di ogni bandiera, in ogni angolo del mondo, così oggi non devono esitare nel costringere Pechino a dare tutte le spiegazioni del caso su questa tragedia che ha così pesantemente colpito l'intera umanità e se riconosciuta colpevole, a ripagare i danni causati.

Ne va della credibilità stessa delle organizzazioni internazionali come OMS ed ONU, che qualora si prestassero a fare da paravento alle pretese di intoccabilità di una nazione membra, solo per la sua mastodontica dimensione, sia demografica che economica, dimostrerebbe di essere un vuoto contenitore di buoni propositi poggianti sul nulla.

Domenico Beccaria

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