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Sanità | 14 giugno 2020, 08:00

"SARS-Cov-2/COVID19" in equilibrio tra prudenza e negazione: il caso Italia alla fine della prima ondata

"SARS-Cov-2/COVID19" in equilibrio tra prudenza e negazione: il caso Italia alla fine della prima ondata

Trovare un punto di equilibrio tra la ripresa della attività economiche e il contenimento costante di un'epidemia è un esercizio delicato. Data la natura di COVID-19 e la sua diffusione in più di 210 paesi del mondo, sarà quasi impossibile eradicarlo senza lo sviluppo di un vaccino. Le attività socioeconomiche dovranno pertanto convivere con la prevenzione e gestione dell’epidemia. E’ evidente che sono necessarie attività economiche funzionanti (e non in continua limitazione da ‘lock-down’) e quindi diviene necessario pressare per la normalizzazione delle attività economiche.

In altri paesi (ad esempio Corea del Sud), la maggiore leva per il controllo di COVID-19 è stata la fiducia delle persone nello stato, in grado non solo di ridurre al minimo l'ansia pubblica, ma fondamentale per indurre la partecipazione e la cooperazione delle persone a far rispettare le regole di distanziamento sociale per sconfiggere il contagio. Ciò si consegue fornendo informazioni pertinenti alle persone nel modo più trasparente possibile e con una comunicazione governativa interministeriale da centro a periferia (si veda il caso delle regioni in Italia) chiara e coesa.

Diverse sono state le esperienze, le misure e di conseguenza le risposte rispetto a COVID-19. Volendo effettuare un confronto qualitativo tra Italia e Corea del Sud (caso più volte citato a livello mondiale nei mesi passati) esistono numerosi elementi demografici e ambientali comuni e altrettante differenze di casi e decessi come rappresentato dalla seguente tabella.

Tabella comparativa Italia – Corea del Sud – COVID-19 Prima Ondata

NOTA: Sebbene la Corea del Sud abbia una popolazione comparabile con l’Italia e una densità pressoché doppia, ha presentato un centesimo dei decessi e un ventesimo dei casi rispetto all’Italia.

La ‘formica’ Corea del Sud (ESOPO, Favole, VI secolo a.C.), dopo essersi impegnata a fine inverno e inizio primavera nel controllo precoce del COVID-19, attualmente ha esperienze di nuovi piccoli focolai dopo la riapertura di centri di aggregazione come riportato da The Korea Herald del 2 giugno 2020.

Tuttavia, il successo della Corea del Sud è stato conseguito senza aver mai considerato un blocco completo delle attività e della socialità pur avendo limitato aggregazioni religiose, scolastiche e ricreative. La tesi della Corea del Sud (giusta vedi tabella) è stata ed è quella di poter identificare nuovi focolai in una determinata regione, individuando i contatti e isolandoli alla fonte in modo tempestivo. La Corea del Sud è una democrazia che rispetta e garantisce il più possibile la libertà individuale delle persone, e ha potuto fare affidamento sulla cooperazione volontaria delle persone basata sulla loro fiducia nelle autorità pubbliche anti-epidemia. Questo ha consentito di mantenere i casi COVID-19 all'interno della capacità del sistema ospedaliero di trattare i pazienti valutando regolarmente – anche attraverso modelli predittivi – il bilanciamento tra numero di pazienti e disponibilità ospedaliere permettendo di equilibrare le due esigenze urgenti (della sanità pubblica e dell'economia). Da fine marzo a metà aprile, è stato imposto un rafforzamento del distanziamento sociale in analogia a quanto accaduto in Italia. Dal 20 aprile al 5 maggio, alcune strutture pubbliche hanno riaperto, allentando gradualmente la forza del distanziamento sociale, con logiche anticipate di circa un mese rispetto all’Italia seppure con 1/100 dei decessi da prima ondata.

La Corea del Sud ha tuttavia immediatamente iniziato a testare centinaia di migliaia di persone asintomatiche, anche nei centri drive-through, e ha un sistema epidemiologico che identifica i casi e rintraccia tutti i contatti prossimi in modo immediato. Dato che COVID-19 mostra caratteristiche davvero uniche, oltre a utilizzare metodi tradizionali per combattere il virus, è stata sviluppata un'app chiamata Special Immigration Procedure (fornita ai nuovi arrivi in aeroporto) e sono stati istituiti i ‘Centri di trattamento della vita’ per i pazienti con sintomi lievi senza farli arrivare in ospedale ma trattandoli attivamente evitando il collasso delle strutture ospedaliere.

Hanno avuto un ruolo decisivo l’identificazione accurata e molto rapida dei nuovi casi e dei loro contatti poiché più velocemente si trovano i contatti, meglio si è in grado di arginare ulteriormente la diffusione del virus.

Nella realtà italiana, specialmente nel momento di bassa endemia (numero di nuovi casi) attuale e di bassa patogenicità (numero di casi ospedalizzati), assume un ruolo fondamentale riprodurre il meccanismo delle ‘formiche’ in ambito di lavoro, scuola, pubblica amministrazione e industria.

Esistono conoscenze ed esperienze che hanno prodotto metodiche semplici e sufficientemente automatizzate per poter garantire un minimo "distanziamento sociale nella vita di tutti i giorni", in base al quale la nostra vita normale, l’economia, il lavoro e il contenimento dei virus possono essere entrambi raggiunti e mantenuti in equilibrio tra loro.

Q3CUBE srl lavora a modelli di simulazione utili anche per considerare la dinamica dell'epidemia Covid – 19. La società ha come oggetto sociale, fra le altre possibilità, le seguenti:

  • sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico;

  • ricerca e sviluppo sperimentale nel campo dell'ingegneria, dell'informatica, della tecnologia, delle scienze mediche nonché delle attività di ricerca e sviluppo interdisciplinari;

  • progettazione, sviluppo, realizzazione di programmi informatici, data-base, prodotti software ed hardware, reti e piattaforme informatiche, start-up nel settore delle tecnologie informatiche.

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