/ Cronaca
Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Cronaca | 15 giugno 2020, 11:46

Botta e risposta tra Intesa Sanpaolo e il movimento Extinction Rebellion: ecco la controreplica dei manifestanti per il clima

"La risposta di Intesa San Paolo appare vuota: bisogna interrompere tutti gli investimenti in ogni tipo di combustibile fossile, gas naturale compreso, e smettere di finanziare le più grandi aziende inquinanti"

Botta e risposta tra Intesa Sanpaolo e il movimento Extinction Rebellion: ecco la controreplica dei manifestanti per il clima

Lo scorso giovedì 11 giugno abbiamo raccontato della manifestazione del gruppo Extinction Rebellion, nato per combattere la crisi climatica ed ecologica mondiale, davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo, con due flash mob per chiedere ai vertici del colosso bancario la fine dei finanziamenti alle aziende inquinanti (Leggi qui l'articolo).

In serata era arrivata la risposta dei vertici di Intesa Sanpaolo, che avevano spiegato di sostenere già i propri clienti nei loro percorsi di riduzione dell'uso del carbone. E "di aver approvato una policy che definisce le limitazioni e i criteri di esclusione per l’operatività creditizia del Gruppo nel settore del carbone". (Leggi qui l'articolo).

Oggi in redazione, l'ultimo capitolo di questa saga: la contro-replica degli Extinction Rebellion. "L'11 giugno - scrivono - alcune attiviste di Extinction Rebellion sono state ricoperte di finto petrolio in una performance realizzata sotto il grattacielo di Intesa San Paolo (in foto, ndr), per sottolineare come la politica di gestione dei finanziamenti nel settore dei combustibili fossili perseguita dalla banca sia assolutamente insufficiente per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas climalteranti necessarie a mantenere il clima sotto controllo e a garantire un futuro alle prossime generazioni".

"Sono soprattutto i contenuti della policy ambientale e sociale approvata dalla banca che vengono contestati. Come già messo in evidenza da Greenpeace e Re:Common, la policy approvata da San Paolo non comprende infatti limitazioni rigorose per quanto riguarda i prestiti alle società del settore prevedendo, inoltre, standard più rigidi per paesi membri dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e criteri molto più blandi per tutte le nazioni restanti. Ciò renderà possibile, ad Intesa San Paolo, di continuare a finanziare il carbone in Asia ed in Africa, ovvero in paesi già duramente colpiti dai drammatici effetti del collasso ecologico e climatico. Allo stesso tempo, la banca afferma di voler supportare tutte le aziende che investiranno in gas, ovvero un altro combustibile fossile, il cui utilizzo contribuisce in maniera significativa ad aumentare le concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera e che desta grandi preoccupazioni nel mondo scientifico a causa delle frequenti perdite di metano in atmosfera".

"La banca ha tempestivamente divulgato un comunicato di risposta in cui viene rivendicata la serietà e efficacia della policy contestata. Come si legge nello stesso, Intesa San Paolo rende noto di aver approvato la policy che definisce le limitazioni e i criteri di esclusione per l’operatività creditizia del Gruppo nel settore del carbone e di essere posizionata all’interno dei principali indici e classifiche di sostenibilità sociale e ambientale. Ciò che non viene detto è che Intesa è stata una delle ultime società del suo settore ad aver approvato una policy ambientale e sociale sul carbone e che, per quanto riguarda l'indice BankTrack, ottiene un punteggio di 18,5 su 200, un risultato poco lusinghiero".

"La risposta di Intesa San Paolo appare vuota, insensibile a quanto gli attivisti hanno approfonditamente spiegato ai passanti nel corso della mattinata e drammaticamente sorda alle richieste della comunità scientifica mondiale. Impegnarsi per favorire la rapida transizione ecologica di cui l’intera umanità ha estremamente bisogno, significa interrompere immediatamente tutti gli investimenti in ogni tipologia di combustibile fossile, gas naturale compreso, e smettere di continuare a finanziare le più grandi aziende inquinanti".

"Di fronte alle conclusioni dei numerosi report sull’impatto della settore finanziario sulla crisi climatica ed ecologica, Intesa San Paolo è nuda: l’immagine green che la banca italiana rivendica su tutte le sue piattaforme appare infatti vuota e contradditoria. Non esisterà un settore finanziario e non si faranno affari su un pianeta morto".

Daniele Angi

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium