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Eventi | 02 luglio 2020, 07:52

Al Teatro Erba va in scena la rassegna low cost "E' già classico d'estate"

Il 6 luglio replica di "Processo a Socrate". Spettacoli il 10, 15 e 20, tra cui due anteprime nazionali, al prezzo simbolico di 3 euro

Al Teatro Erba va in scena la rassegna low cost "E' già classico d'estate"

La consolidata tradizione estiva di Torino Spettacoli con la rassegna "E' già classico d'estate" prosegue anche in quest'anno complesso per l'intero comparto culturale Dopo la riapertura del sipario e l'inaugurazione della rassegna il 29 giugno al Teatro Erba, affidata a Piero Nuti ed Elia Tedesco con Processo a Socrate, lo spettacolo sarà replicato a grande richiesta lunedì 6 luglio alle ore 21. 

Il calendario vede poi altre tre titoli molto attesi, due dei quali anteprime nazionali.

Il 10 luglio andrà in scena Oh Dio mio!, una commedia di Anat Gov per la regia di Girolamo Angione, con Piero Nuti e Miriam Mesturino. In questo testo ironico, intelligente e surreale di una delle più importanti drammaturghe israeliane. La psicologa Ella, laica, ma desiderosa di una fede, madre single di un ragazzino autistico, riceve un paziente speciale, che dice di essere Dio. La donna inizialmente è perplessa, ma poi realizza di trovarsi veramente di fronte a un dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente, che sta meditando di spazzare il mondo con un nuovo diluvio universale. In un dialogo-terapia scoppiettante, ricco di battute divertenti e acute, Nuti e Mesturino affrontano problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori, da due punti di vista contrapposti.

Il 15 luglio spazio alla nuova produzione di Torino Spettacoli Il servo astuto, diretta da Gian Mesturino e Girolamo Angione e tratto dall'Edipicus di Plauto, che ancora una volta si caratterizza per l'impiego di linguaggi multidisciplinari. Epidico, un tipo furfantesco ma con singolare attitudine al comando che lo fa simile a un pretore comico, viene a sapere che il suo giovane padrone è tornato dalla guerra contraendo un debito per l'acquisto di una fanciulla di cui si è invaghito. Dovrà quindi fare appello a tutta la sua creatività per salvare, nascondere e reinventare gli amori del suo padroncino, risolvendo brillantemente i guai da questo causati.

Infine, Nuti tornerà nuovamente in scena il 20 luglio con una nuova impresa oratoria: Processo per corruzione, in anteprima nazionale, tratto dall'opera di Cicerone. In un momento storico in cui la figura di Craxi, a vent’anni dalla morte, è sotto i riflettori insieme al sistema politico tramontato agli inizi degli anni ’90 con Mani pulite, la riflessione sulla corruzione guarda al mondo antico, addirittura alla Roma repubblicana. Al processo che vide Verre, governatore della Sicilia qualche millennio fa, corrotto e corruttore, ladro di opere d’arte con il mezzo della violenza e il primo a creare editti “ad personam”. L'avvocato dell'accusa era appunto Marco Tullio Cicerone: le orazioni da lui scritte erano state così efficaci che Verre aveva preferito lasciare Roma prima della fine del processo, certo della condanna. Fu nelle Verrine che per la prima volta Cicerone utilizzò la celebre esclamazione "o tempora, o mores!", divenuta proverbiale per rimpiangere le virtù passate e deplorare la corruzione imperversante nella propria epoca. Nuti ci guida così in un percorso ricco di pathos alla scoperta del più geniale avvocato e oratore politico del mondo romano.

Manuela Marascio

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