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Eventi | 27 settembre 2020, 16:43

Torino Spiritualità ai saluti: un'edizione da tutto esaurito, tra applausi e riflessioni

Il festival si è trasformato per adattarsi alla situazione attuale: il Padiglione allestito in Piazza Carlo Alberto, novità del 2020 insieme al Cortile di Combo, è stato il cuore dell’edizione, con i suoi 440 metri quadrati all’aria aperta

Torino Spiritualità ai saluti: un'edizione da tutto esaurito, tra applausi e riflessioni

Arriva alla conclusione la sedicesima edizione di Torino Spiritualità, festival sulle grandi domande dell’umanità quest’anno dedicato al respiro, al suo vocabolario, alle sue sfumature, al suo ritmo, che è lo stesso della nostra vita e della nostra libertà. Ma il respiro è anche ciò che ci permette di comunicare: le nostre parole sono magie, suoni e soffi. E le parole sono state il centro di questa edizione particolare ma straordinaria. Parole per sentirsi vicini nonostante il necessario distanziamento sociale. Un invito a una nuova condivisione accolto con grande entusiasmo: tutto esaurito per Torino Spiritualità, sia agli eventi a pagamento, sold out ben prima dell’inizio del festival, sia a quelli gratuiti, quest’anno tutti con prenotazione obbligatoria. Anche in un momento così particolare la manifestazione si conferma evento imperdibile del settembre torinese, attesissimo da una comunità che si ritrova ogni anno. 

Il festival si è trasformato per adattarsi alla situazione attuale: il Padiglione allestito in Piazza Carlo Alberto, novità del 2020 insieme al Cortile di Combo, è stato il cuore dell’edizione, con i suoi 440 metri quadrati all’aria aperta. E ancora i luoghi simbolo del festival come il Circolo dei lettori, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il MAO - Museo d’Arte Orientale, il Tempio Valdese, hanno ospitato il pubblico, più concentrato e attento che mai proprio perché di fronte a un grande problema cresce il bisogno di nutrimento interiore. 

Anche il Parco del Valentino, i Giardini Sambuy e il Cimitero Monumentale sono diventati luoghi di riflessione, con passeggiate, meditazioni, ginnastica filosofica, perché Torino Spiritualità, anche quest’anno, è stata una rassegna trasversale, capace di incrociare sguardi e culture e di proporre vere e proprie esperienze, con tutte le cautele necessarie. E ancora: l'apnea in piscina e il concerto di shakuhachi all'alba.  E ancora il web, perché il festival è stato anche, per la prima volta, digitale: tra dirette streaming e video-registrazioni la manifestazione ha raggiunto oltre 100.000 persone. 


"È stata una magnifica avventura, – commenta Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori – questo incontro di voci, volti e parole intorno al tema del respiro. Chi l’avrebbe mai detto, fino a qualche settimana fa, che saremmo tornati insieme così, distanziati ma vicini, a vivere l’esperienza dell’incontro e della riflessione comune armati di entusiasmo, di speranza, di desiderio di conoscenza. Ce l’abbiamo fatta, tutti insieme, e ne sono felice".

E ancora, Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità, afferma:  «È stato bello ossigenare il pensiero a partire dalla riflessione su un’esperienza che invece aveva il carattere opposto: soffocava e asfissiava. Come il pensiero è fatto di due movimenti, prendere e restituire, è stato bello quest’anno portare fuori delle esperienze di riflessione collettiva e riceverne in cambio un così grande affetto e una così grande partecipazione, che ha riempito polmoni e cuore.»

Il festival è stato apprezzato non solo dal pubblico ma anche dagli ospiti, come Alessandra Viola, protagonista insieme a Vito Mancuso del dialogo inaugurale del festival: «Il respiro non è solo quello messo a repentaglio dal virus, ma è anche il respiro delle nostre idee, comportamenti, azioni. Specialmente adesso è necessario che ciò che facciamo sia di ampio respiro in modo che arrivi a tante persone, proprio come succede al festival», dichiara la divulgatrice scientifica. La filosofa Francesca Rigotti, per la prima volta a Torino Spiritualità, commenta: «L'impressione era di un'attenzione particolare, come se le persone presenti fossero davvero convinte di essere lì». Torino Spiritualità, occasione di confronto, è «qualcosa di prezioso, un’iniziativa laica che si apre alla spiritualità», commenta il fondatore della Comunità di Bose Enzo Bianchi che ha apprezzato molto l’organizzazione della rassegna. Coraggio, generosità e creatività sono le tre parole scelte da Vito Mancuso, teologo, ospite fisso del festival, per descrivere la 16. edizione: «Abbiamo avuto un respiro contratto, ma ora stiamo cominciando a tirare un respiro di sollievo, anche grazie a occasioni come Torino Spiritualità». Secondo il latinista Ivano Dionigi dal festival arriva un messaggio forte, ovvero l’invito a mettere in primo piano, sia nel lessico politico che quello interiore, due parole chiave: speranza e fraternità, necessarie dopo il periodo di soffocamento, reale e metaforico, che abbiamo vissuto. «Un festival fatto in presenza, con tutte le cautele e il rispetto della salute dei presenti, è uno dei migliori segnali di ripresa» secondo Antonio Calabrò, presidente della Fondazione Pirelli che aggiunge: «Tornare a ragionare insieme, a parlare di libri, cercando di definire il senso del nostro stare insieme significa allungare le condizioni del respiro». Infine, Massimo Recalcati dichiara: «Questo festival parla anche del respiro della parola e della cultura: dove c'è malattia come in questo tempo, il respiro della cultura e della parola sono essenziali per ridare possibilità di avvenire.»

Prezioso l’aiuto dei volontari, donne e uomini di tutte le età, che hanno dato un contributo fondamentale alla buona riuscita dell’edizione. 

Torino Spiritualità è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale. Con il patrocinio di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori. Partner tecnico IBS laFeltrinelli.

comunicato stampa

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