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Economia e lavoro | 26 ottobre 2020, 15:00

Compagnia di San Paolo: nel 2021 pronti 155 milioni per il territorio (+3%), ma per la prima volta si mette mano alle "riserve"

Profumo: "Arriviamo da un periodo in cui il Covid ha mostrato le nostre fragilità, ma come fondazione abbiamo deciso di cambiare velocità, anche se non ci fossero dividendi da Intesa San Paolo nel 2021". Anfossi: "Pronti ad attingere ai fondi di stabilizzazione per confermare le erogazioni sul territorio"

Compagnia di San Paolo: nel 2021 pronti 155 milioni per il territorio (+3%), ma per la prima volta si mette mano alle "riserve"

Semaforo verde per il Documento di programmazione 2020-2021 della Compagnia di San Paolo, con le linee e gli indirizzi da seguire per il prossimo anno: sul tavolo 155 milioni di euro (+3% rispetto al recente passato, ovvero i 151 milioni del 2020), mettendo a budget anche un fondo di 20 milioni - nel totale dei 155 - per alimentare interventi integrati di accompagnamento del primo anno del piano strategico, destinati ai beneficiari che mostrino difficoltà, in modo che si possa rafforzare le posizioni in modo che pesino di meno in futuro (anche sui conti della Compagnia).
Ma per la prima volta nella sua storia, in corso Vittorio Emanuele dovranno mettere mano alle "riserve", visto che le difficoltà del periodo a livello globale hanno spinto l'Europa a "sconsigliare" la distribuzione di dividendi da parte delle banche. E dunque in Compagnia dovranno far fronte alla chiusura del canale da Intesa Sanpaolo. 


Profumo: "Solidarietà, sostenibilità e fiducia"
"Abbiamo selezionato tra le priorità la solidarietà come riferimento (e come già accaduto con il Covid), insieme alla sostenibilità nel tempo e alla fiducia - dice Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo - dopo un periodo che ha messo in luce le nostre debolezze e fragilità". "Ma abbiamo cambiato velocità, anche stimolati dalla Commissione Europea con Next Generation Eu: essere una fondazione europea, filantropica e moderna, impone di essere un agente di sviluppo per il territorio in cui operiamo, con strategia chiara e integrata nei suoi strumenti. Non siamo più un bancomat, ma puntiamo alla buona gestione del patrimonio, sia materiale che immateriale, inteso come competenze all'interno della nostra struttura". "Siamo ottimisti per i numeri del 2020-2021 - prosegue -, ma sentiamo anche una forte responsabilità, per il potenziale che possono avere le nostre azioni. Approveremo nelle prime settimane del 2021 il nostro Piano per massimizzare l'impatto delle nostre azioni, generando però anche un effetto leva, anche in termini di resilienza".

"Il patrimonio è stato gestito con attenzione e diversificazione, che ha generato comunque rendimenti per fare fronte a una situazione finanziaria molto grave e complessa - dice ancora Profumo -. Ma disponiamo anche di strumenti di investimento grazie anche a realtà in cui siamo presenti come Cassa Depositi e Prestiti, Intesa San Paolo e Iren, che stanno realizzando interventi importanti proprio sul nostro territorio di riferimento. Inoltre, è importante sottolineare come abbiamo gestito il nostro conto economico previsionale con un approccio prudenziale, cosa che ci ha portato a non formulare stime di dividendi per il 2021 da parte di Intesa Sanpaolo”. 

Il fondo di sostegno ai beneficiari permetterà per esempio al Teatro Regio di vedere ridotti quegli interessi passivi che si sono registrati nel corso degli ultimi anni. Ma ci sono anche altri progetti che possono rientrare in questo contesto.

Anfossi: "Attingiamo al fondo di stabilizzazione per garantire il sostegno al territorio"
“L’ammontare previsionale deliberato per il prossimo anno, a valere sul conto economico 2021 della Fondazione, sarà di 135 milioni di euro per gli interventi nei settori statutari a oggi prudenzialmente coperti in parte con le risorse prodotte nel corso dell’esercizio e in parte facendo ricorso ai fondi per l’attività di istituto - spiega Alberto Anfossi, segretario generale di Compagnia di san Paolo -. Il nostro obiettivo è di mantenere il più possibile stabili le erogazioni sul territorio di riferimento, ben consapevoli dell’importanza del nostro ruolo per lo sviluppo e il sostegno della società della quale facciamo parte e nella quale operiamo. Il Fondo per la stabilizzazione delle erogazioni nasce proprio per far fronte a periodi di contrazione come quello che stiamo vivendo, negli scorsi anni abbiamo accantonato 360 milioni di euro a questo scopo, e vi attingiamo oggi in modo equilibrato, sostenibile e significativo, anche tenendo conto degli impatti positivi degli accantonamenti obbligatori sul patrimonio della Fondazione". In particolare, saranno poco più di 34 i milioni a essere utilizzati. "Se poi nel frattempo cambieranno le condizioni sui dividendi, valuteremo come ri-allocare eventuali nuove risorse".
"Impoverire le fondazioni vuol dire impoverire i nostri territori e creare un ciclo non positivo al loro sviluppo - dice ancora Profumo -. Intesa San Paolo rappresenta tra il 60 e il 70% delle nostre erogazioni, ma in una situazione come questa e speriamo per tempi limitati, siamo in grado di reagire".

Ma non solo: "il Consiglio Generale ha espresso l’indirizzo strategico di dedicare fino a 20 milioni di euro del Fondo progetti in attesa di destinazione per interventi da realizzare nella logica di sostenere interventi per i beneficiari, con effetti duraturi e minori pressioni sul conto economico della Fondazione negli anni futuri". 


La ripartizione delle risorse
In particolare, i 135 milioni andranno a Cultura (36,4 milioni), Persone (52,4 milioni) e Pianeta (44,7 milioni), rispettando le tre divisioni originate dalla riorganizzazione avviata a inizio 2020. Un ulteriore milione e mezzo sarà destinato a pianificazione, studi e valutazione. "E si confermano accantonamenti obbligatori pari al 20% dell’avanzo alla riserva obbligatoria, pari a 24,95 milioni di euro, al fondo per il volontariato per 3,33 milioni di euro e al fondo nazionale per iniziative comuni delle Fondazioni per 0,3 milioni di euro".

Massimiliano Sciullo

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