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Economia e lavoro | 30 ottobre 2020, 14:18

Riders in piazza a Torino: "Diritti anche per noi"

La protesta andata in scena in piazza Castello

immagine di repertorio

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I riders sono scesi in piazza, a Torino, per dire no al nuovo contratto Ugl-Assodelivery. Questa volta a manifestare in piazza Castello sono stati i fattorini rappresentati da Cgil-Cisl-Uil e non quelli auto organizzati, come invece era accaduto le scorse settimane.

"Dal 3 novembre - denunciano i manifestanti - con l'entrata in vigore del contratto il pagamento previsto per le consegne relative alle piattaforme come, ad esempio, Glovo, Just Eat e Deliveroo, sarà variabile in base al tempo di ogni consegna e non viene più pagato il tempo di attesa per il ritiro o il tempo in più derivato da traffico e pioggia".

I riders rivendicano il diritto a un monte ore settimanale garantito, a malattia, ferie e permessi retribuiti, al riconoscimento del lavoro notturno e festivo, alla gratuità degli strumenti di lavoro e alla libertà sindacale di rappresentanza.

“Crediamo che il pagamento a cottimo sia una pratica fuori dal tempo e molto pericolosa per i lavoratori", commenta Marco Grimaldi, consigliere regionale di LUV. "Per un fattorino in bicicletta il pagamento a consegna significa obbligarlo a correre come un disperato per le strade, rischiando di mettersi in pericolo per fare più consegne possibile, ancor più con le regole stabilite nel CCNL, che lo costringono a fare più del doppio delle consegne (sempre che gliene arrivino) per guadagnare il poco che incassava prima che l’UGL firmasse questo contratto che tutela solo le grandi aziende del food delivery”.

“Il Consiglio regionale del Piemonte – ricorda Grimaldi – ha approvato una mia proposta di legge per regolare i contratti dei lavoratori della gig economy affinché tutelassero davvero i rider, ma mentre a Roma le cose vanno a rilento e i controlli per le strade promessi da Cirio e Chiorino latitano, le aziende del food delivery fanno correre i rider per le strade. Oggi i rider danno un grande aiuto ai ristoratori in coprifuoco, pertanto è ancora più importante ricordare la battaglia per la loro dignità”.

redazione

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