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Economia e lavoro | 07 dicembre 2020, 09:30

Premio nazionale per l'innovazione: i piemontesi di U-Care vincono nella categoria delle Scienze biomedicali

Con loro anche Agromateriae (Start Cup Emilia-Romagna), vincitore poi dell'intera competizione e SAMS Technology (Start Cup Lombardia), vincitore nella categoria delle tecnologie dell'informazione

Premio nazionale per l'innovazione: i piemontesi di U-Care vincono nella categoria delle Scienze biomedicali

Vittoria "di categoria" per i colori piemontesi. Il team di U-Care, infatti, ha meritato l'affermazione nella categoria "Scienze della vita" in occasione dell'edizione 2020 del PNI, Premio nazionale per l'innovazione che ha celebrato a Bologna - anche se in via virtuale - la sua finale e la cerimonia di premiazione. Davanti al team sabaudo soltanto Agromateriae (Start Cup Emilia-Romagna), che ha vinto l'intera competizione, mentre SAMS Technology (Start Cup Lombardia) ha vinto la categoria delle tecnologie dell'informazione.

Al PNI – la più grande e capillare business plan competition italiana, ospitata quest’anno dall’Università di Bologna e Almacube, incubatore di Ateneo e di Confindustria Emilia Area Centro – concorrono i più innovativi progetti d’impresa hi-tech vincitori delle 14 Start Cup regionali a cui hanno preso parte nel 2020 oltre 900 idee d’impresa  da tutta Italia. I vincitori sono stati selezionati tra le 16 superfinaliste da una Giuria composta da esponenti del mondo dell'impresa, della ricerca universitaria e del venture capital, sulla base di criteri come valore del contenuto tecnologico o di conoscenza, realizzabilità tecnica e potenzialità di sviluppo, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato.

Un’edizione, quella 2020, che ci ricorda l’importanza e il ruolo della ricerca e quanto possa essere decisivo il suo contributo nel dare risposta ai grandi temi del nostro tempo – commenta Alessandro Grandi, presidente di PNICube –. La premiazione di una startup che si occupa di trasformare gli scarti agroindustriali in nuove materie prime green, al servizio dell’industria plastica, dimostra come l’innovazione proveniente da università ed enti pubblici di ricerca italiani sia al servizio di uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta”.

Il montepremi complessivo è di 1,5 milioni di euro: circa 500.000 euro in denaro e 1 milione in servizi, offerti dagli Atenei e dagli incubatori soci di PNICube e dal vasto ecosistema di supporto all’innovazione imprenditoriale che PNICube ha saputo costruire negli anni.

U-Care Medical propone un progetto per la diagnosi precoce dell’insufficienza renale acuta in pazienti ospedalizzati, con riduzione dei costi per il sistema sanitario e maggiore probabilità di salvare vite umane. L’insufficienza renale acuta consiste in una rapida e silenziosa diminuzione della funzionalità, di cui soffre circa il 40% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. La startup sta sviluppando un innovativo dispositivo medico in grado di prevederne l’insorgenza. “Si tratta di una combinazione di sensori e algoritmi AI – dice il CEO Andrea Ancona -. Un hardware non invasivo per il monitoraggio della diuresi del paziente, dotato di un algoritmo di intelligenza artificiale, di proprietà U-Care, che ne analizza il trend, consentendo al medico di prevedere episodi di insufficienza renale fino a 12 ore prima che accadano”.

U-Care ha vinto anche il premio speciale G-Factor, mentre il Premio Speciale UniCredit Start Lab è stato vinto da DDC srl (StartCup Piemonte e Valle d’Aosta), che  ha sviluppato un nuovo farmaco da portare in clinica per la cura della Leucemia Mieloide Acuta che è anche un potente antivirale ad ampio spettro.

Massimiliano Sciullo

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