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Attualità | 08 gennaio 2021, 16:48

Torino, il comitato Salviamo i Prati e Attac contro il Comune: “Solo promesse da marinaio”

I due gruppi condannano senza appello l'operato di Palazzo Civico in tema ambientale. Nel mirino, in particolare, il prato di Parella dove sarebbe dovuto sorgere il nuovo palasport polivalente. La replica di Iaria: "Nessuna vendita e tutto il suolo consumato sarà recuperato"

Persone che manifestano

La protesta per salvare il prato di Parella

"Promesse da marinaio”: il comitato Salviamo i Prati e Attac non usano mezzi termini per definire l'operato della Città di Torino in materia ambientale. I due gruppi, come aggravante, sottolineano la presenza di innumerevoli documenti di condanna di Palazzo Civico alla “cementificazione del suolo, alla proliferazione degli ipermercati, all’aggravarsi della densità urbana” e di contemporanea promozione “della diffusione del verde, della riduzione dell’inquinamento e dello sviluppo sostenibile”.

Nel mirino, per l'ennesima volta, finisce il lotto 'Salette' di Parella: il prato di 11mila metri quadrati di via Madonna delle Salette dove sarebbe dovuto sorgere, nelle intenzioni di molti, il nuovo palasport polivalente firmato Volley Parella. E qui l'arringa si fa ancora più dura: “Ben contento di incassare qualche soldo - fanno sapere gli attivisti - il Comune si ostina a voler cedere, e sostanzialmente vendere, il diritto di superficie su quell'area per 99 anni, praticamente una privatizzazione. Peccato che i promotori non abbiano i soldi per comprare”.

Per il palazzetto, la proposta è quella di cercare soluzioni meno impattanti: “Perché - proseguono - distruggere un prato verde in piena terra quando intorno c'è ampia possibilità di scelta tra aree dismesse ed edifici abbandonati da riconvertire a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita di tutta la comunità? Noi sosteniamo gli abitanti del quartiere che non si rassegnano al dilagare del cemento e rivendicano il recupero a parco urbano. Sindaca e Giunta mantengano le promesse di promuovere lo sviluppo sostenibile del contesto urbano, rispettoso dell’ambiente e dei cittadini”.

La richiesta, infine, è quella di agire sul piano regolatore: “A centinaia – concludono - hanno sottoscritto una specifica osservazione alla sua proposta di revisione. Il buon governo ambientale richiede quindi di non cedere quel terreno libero con verde in piena terra, ma di cancellare l'area dal Piano delle alienazioni 2021-2023 eliminando, di conseguenza, la cessione del diritto di superficie 99ennale. Questo non comporterebbe alcuna modifica al bilancio del Comune, perché il valore dell’area è indicato a zero”.

Non si è fatta attendere la replica dell'assessore comunale all'Urbanistica, Antonino Iaria: "Nessuna vendita è stata bandita per via della Salette. Il terreno è fra gli immobili già compresi anche nel precedente piano di dismissioni, fermo restando che come sempre la decisione di dar corso alla vendita del diritto di superficie dipenderà dalle decisioni dell'amministrazione. Quindi in sintesi è un bene del Comune che l’amministrazione ha intenzione di usare, ma non di vendere, tenendo conto che in caso di consumo di suolo, tutto il suolo consumato sarà recuperato, quindi a saldo zero. Queste informazioni le ho date più volte, anche in occasione della presentazione del PRG".

Marco Berton

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