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Cronaca | 26 gennaio 2021, 17:43

No Tav, la portavoce del movimento interrompe lo sciopero della fame in carcere

L’amministrazione penitenziaria garantirà le 6 ore previste per i contatti con i propri familiari e attuerà, a partire da marzo, il piano prevenzione anti-Covid

carcere di Torino

Dana Lauriola interrompe lo sciopero della fame in carcere a Torino

La portavoce del movimento No Tav Dana Lauriola, attualmente reclusa al carcere di Torino, insieme ad altre tre detenute ha deciso di interrompere lo sciopero della fame proclamato nei giorni scorsi.

L’amministrazione del penitenziario si è, infatti, impegnata a garantire la possibilità di usufruire delle 6 ore ministeriali previste per i contatti con i propri familiari e attuare, a partire da marzo, il piano prevenzione anti-Covid tra i detenuti. “Nonostante siano innumerevoli le evidenze del fallimento del sistema carcerario - spiegano le promotrici dell’iniziativa - siamo soddisfatte oggi del piccolo ma importante risultato raggiunto. In presenza della Garante dei detenuti del Comune di Torino, abbiamo stilato un elenco di tutto ciò che con urgenza dev’essere affrontato al fine di garantire una detenzione almeno dignitosa”.

In particolare, le detenute hanno denunciato alla direzione del penitenziario la carenza dei percorsi rieducativi di formazione all’interno del carcere e di reinserimento lavorativo e abitativo all’esterno di esso; l’eccezionalità del Tribunale di Sorveglianza di Torino per la severità dei provvedimenti presi circa le misure alternative; gravi carenze strutturali e igieniche all’interno della casa circondariale; assenso totale di un precorso di sostegno alle donne vittima di violenza; dotazione a tutte le detenute in ingresso e già presenti in carcere di un regolamento penitenziario; miglioramento del vitto quotidiano; rimozione delle griglie strette oltre le sbarre delle finestre; acqua calda in cella.

E ancora, ristrutturazione delle docce comuni; maggiore garanzia serale di rapido intervento in caso di criticità; garanzia circa il rispetto delle regole della sezione aperta. “Concludiamo auspicando che si possa al più presto rendere ammissibile la proposta di scarcerazione anticipata, 75 giorni retroattivi, a tutte le tipologie di reato compreso il 4-bis”.

Marco Panzarella

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