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Attualità | 27 gennaio 2021, 19:55

Giornata della memoria, Collegno ricorda la storia

La città ha apposto una targa in ricordo del personale medico e amministrativo epurato dall'ospedale psichiatrico

Giornata della memoria, Collegno ricorda la storia

Non dimenticare mai per mantenere viva la memoria. In occasione della Giornata della Memoria, Collegno ha deciso di ricordare  non solo la storia, ma anche quei luoghi della città che sono stati testimoni di fatti tragici.

Dopo aver celebrato la battaglia di Nikolajevka, dove il 26 gennaio 1943 gli Alpini della Tridentina combatterono l'ultimo scontro per aprirsi la via verso casa, Collegno ha voluto ricordare con l'apposizione di una targa il personale medico, paramedico e amministrativo operante presso l’Ospedale Psichiatrico di Torino e Collegno ed epurato in attuazione delle leggi razziali del 1938.

Con la loro approvazione le Prefetture d’Italia iniziarono infatti ad impartire alle amministrazioni locali precise e severe disposizioni circa le procedure amministrative da seguire per “censire”, o meglio “schedare”, gli ebrei residenti nei singoli comuni. Il 12 settembre 1938 fu trasmesso alla Prefettura di Torino da parte dell’Amministrazione Comunale il telegramma con i dati relativi a Collegno: 5 residenti in città  e 14 degenti dell’Ospedale Psichiatrico. Il 18 novembre 1938 la direzione dell’Ospedale Psichiatrico recepì immediatamente le disposizioni in merito al censimento dei dipendenti israeliti, disponendo la 1 gennaio 1939 il loro collocamento in congedo. 

"Abbiamo scelto di collegarci al ricordo di cosa avvenne nella nostra Collegno in conseguenza di quelle leggi disumane - ha dichiarato il sindaco Francesco Casciano -. Con la posa di questa targa a ricordo di coloro che subirono sulla propria pelle l'infamia delle leggi razziali del 1938, perdendo lavoro, dignità e entrando in quel tunnel che avrebbe portato ai campi di concentramento. Le leggi devono tutelare gli uomini e i loro diritti, ma quando sono fatte per calpestarne la dignità quello è il momento di opporsi e ribellarsi".

Una storia che Collegno non ha voluto dimenticare, mantenendola viva anche nella memoria delle future generazioni con la posa di due pietre di inciampo. 

Nel 2018 fu posta, proprio di fronte all'entrata della Certosa, una pietra di inciampo a ricordo di Massimo De Benedetti, ricoverato presso l’Ospedale Psichiatrico, dimesso e successivamente deportato ad Auschwitz-Birkenau dove morì il 31 ottobre 1944 e nel 2019 la seconda a ricordo di Michele Attilio De Leon, imprenditore collegnese morto anch’egli ad Auschwitz-Birkenau nella primavera del 1944. 

Luoghi testimoni della storia, dunque, che quest'oggi sono stati anche visitati da cittadini e consiglieri che, accompagnati da racconti e riflessioni, hanno vissuto e visitato i luoghi della memoria della propria città, grazie al Coordinamento Pace di Collegno e Progetto Collegno Giovani.

Diana Tassone

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