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Politica | 08 marzo 2021, 11:35

Ospedale unico Asl To5, tutto torna in discussione. Radicali e +Europa: "I sindaci diano indicazioni sulla scelta del sito"

Italia Viva contraria alla soluzione Villastellone: "Più rischi che a Moncalieri"

la piantina del futuro ospedale

Ospedale unico Asl To5, tutto torna in discussione

A inizio anno la strada verso la realizzazione del nuovo ospedale unico dell'Asl To5 nell'area di Vadò sembrava in discesa, ma nei giorni scorsi l’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, ha richiesto ulteriori approfondimenti con dossier realtivi alle aree di Villastellone e Cambiano.

La scelta, insomma, potrebbe tornare in forse e questo ha acceso di nuovo lo scontro politico. Gli esponenti di centrodestra di Chieri, ad esempio, si sono detti soddisfatti di questa soluzione, al pari del Consigliere regionale di FdI Davide Nicco, fiero oppositore da sempre della scelta di Moncalieri-Vadò.

"Necessario l'intervento dei sindaci"

I Radicali e +Europa, dopo aver sottolineato che il territorio molto esteso dell'Asl To5 "oggi può contare su ospedali vecchi e non efficienti collocati a Chieri, Moncalieri e Carmagnola e senza le specializzazioni necessarie alle esigenze di una sanità moderna ed efficace", attaccando la scelta che era stata fatta a suo tempo dalla Giunta ai tempi di Chiamparino: "Sulla baricentricità i tecnici della Regione hanno appurato che le aree compatibili dovevano trovarsi tra Trofarello e Santena, ricomprendendo al centro il comune di Cambiano; inspiegabilmente sono invece stati privilegiati i terreni addossati alla zona industriale della Sanda Vadò di Moncalieri”, hanno dichiarato Marco Cavaletto coordinatore di PiùEuropa Torino ed Igor Boni presidente di Radicali italiani.

"Con una perizia commissionata al Politecnico nell’area individuata sono emerse alcune criticità, così che la Regione sta ripensando a una nuova collocazione". Di qui la richesta degli esponenti Radicali: "I sindaci dell'area si riuniscano e diano indicazioni precise alla Regione su dove costruire il nuovo ospedale – concludono Boni e Cavaletto - anche allo scopo di evitare che le risorse finanziarie accantonate (fondi INAIL e fondi regionali a cui dovranno aggiungersi risorse finanziarie di privati) vengano indirizzate verso altri territori”.

Italia Viva dice no a Villastellone

E se a Moncalieri (anche per interessi di territorio), persino gli esponenti di centrodestra si sono schierati a favore della soluzione Vadò, nell'ultimo Consiglio Comunale, Italia Viva ha preso le distanze dall'ipotesi Villastellone: “A chi dice che sarebbe meglio – spiega in una nota il partito - noi rispondiamo che anche lì deve essere considerato il tema della falda. A Moncalieri l'acqua arriva fino a cinque metri sotto il piano della campagna, mentre a Villastellone a quattro metri e mezzo. Quindi in una condizione addirittura peggiore".

Massimo De Marzi

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