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Economia e lavoro | 24 marzo 2021, 16:50

Embraco-Italcomp, ancora un nulla di fatto: "Non ci sono certezze sulle nuove norme e sulle date"

Severo il giudizio della deputata Costanzo: "Restano grandi perplessità e il tempo a disposizione è sempre meno". Intanto venerdì i sindacati tornano in piazza Castello a manifestare

Lavoratori in presidio con striscioni e bandiere dei sindacati

Venerdì nuovo presidio dei lavoratori ex Embraco, davanti alla prefettura

Impegno confermato, ma nessuna certezza scolpita nel marmo per quanto riguarda date per incontri o strumenti da mettere sul tavolo. Insomma, un nulla di fatto. Così il governo Draghi, per voce della sottosegretaria al Ministero del Lavoro, Rossella Accoto, ha risposto oggi in commissione Lavoro sul tema Italcomp-Embraco, che tocca da vicino sia l'ex stabilimento del gruppo Whirlpool di Riva di Chieri, sia l'Acc di Mel, in provincia di Belluno, che sarebbe coinvolta nell'operazione di salvataggio.

Una vicenda ormai da tempo sotto i riflettori, ma con il tempo che passa inesorabile, tanto che ancora ieri la deputata torinese Jessica Costanzo aveva sollecitato l'esecutivo a una risposta, mentre l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, aveva ribadito la necessità di risposte rapide e concrete. "Risposte che non danno tranquillità - commenta ancora Costanzo - perché non c'è una data fissata per il tavolo, di cui avevo chiesto immediata convocazione e nemmeno la sicurezza che le nuove norme comprese nell'ultimo decreto legge Sostegni possano effettivamente adattarsi al caso di Mel e, dunque, all'intero progetto Italcomp. Non ci sono certezze nemmeno sul fronte dell'autorizzazione che darà l'Unione Europea: la sottosegretaria al Lavoro non è andata al di là delle solite frasi di circostanza, in cui ha dichiarato solo che i ministeri dello sviluppo economico e del lavoro si impegnano ad attuare tutte le misure possibili per trovare una soluzione". 

"Questi comportamenti, e questo silenzio interrotto di tanto intanto da ripetizioni di verbi al futuro (faremo, vedremo...), creano grande incertezza nelle quasi 800 famiglie italiane coinvolte dalla crisi di ex-Embraco e della ACC, oltre ad alimentare sfiducia nelle istituzioni”, conclude Costanzo. 

Intanto, i sindacati metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm sono tornati a chiedere un incontro scrivendo una lettera al neo ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ribadendo come le preoccupazioni riguardino "l'applicazione delle nuove norme, le cui tempistiche non sono compatibili con la grave crisi di liquidità della Acc di Belluno, la cui crisi rischierebbe di creare gravi tensioni sociali". 

E per venerdì mattina (a partire dalle 10) è previsto un nuovo sit-in sotto la prefettura, in piazza Castello, a un mese esatto dai licenziamenti dei 400 lavoratori di Riva di Chieri. "Vogliamo ribadire al Governo Draghi la richiesta di un intervento rapido nella vicenda Italcomp, con la creazione della newco nei tempi più rapidi possibili per mettere in sicurezza i lavoratori ex Embraco di Torino e quelli Acc di Belluno - dicono i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, Uglm di Torino -. Sarebbe inaccettabile abbandonare i lavoratori al proprio destino dopo le lotte di questi anni e i diversi progetti di reindustrializzazione proposti e mai concretizzati. Serve un piano di rilancio serio in grado di salvaguardare le produzioni e tutelare l’occupazione".

Massimiliano Sciullo

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