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Cronaca | 13 aprile 2021, 16:04

Prosegue la protesta No Tav a San Didero, cinque attivisti sul tetto

Il sindacato di polizia Fsp: "Per colpa di alcuni dobbiamo sottrarre uomini e mezzi alla lotta alla criminalità". Gay (Confidustria Piemonte): "Violenza intollerabile"

incidenti nella notte a San Didero

Prosegue la protesta No Tav a San Didero, cinque attivisti sul tetto

Sono ancora sul tetto della struttura abbandonata a San Didero i cinque No Tav che ieri sera sono saliti nel presidio occupato in Val di Susa, quando hanno visto arrivare i mezzi delle forze dell'ordine che hanno scortato gli operai Telt per l'inizio dei lavori di recinzione del cantiere per la realizzazione del nuovo autoporto legato al progetto della Torino-Lione.

I lavori stanno procedono senza incidenti, dopo la forte tensione nella notte. Un centinaio di No Tav presidia la zona, a ridosso dei check point delle forze dell'ordine. "La resistenza continua", dicono gli oppositori dell'Alta Velocità, che oggi alle 18 si ritroveranno in assemblea nella sala polivalente di San Didero, da dove è prevista la partenza di una manifestazione in corteo.

"Dobbiamo sottrarre uomini e mezzi alla lotta alla criminalità per colpa di una banda di antagonisti che anacronisticamente vorrebbero opporsi a qualsiasi cambiamento": è molto duro il commento del sindacato di polizia Fsp, dopo gli scontri di questa notte a San Didero. "Solo per difendere l'area durante la fase di costruzione del nuovo autoporto di San Didero-Bruzolo è prevista una spesa di oltre cinque milioni di euro, soldi che potrebbero invece essere spesi proprio per incentivi alle aziende della Val di Susa per far ripartire il lavoro", spiega il vicesegretario nazionale Luca Pantanella.

Il Presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay è stato altrettanto severo: "Atti di violenza come quelli che si sono verificati questa notte nei confronti dei lavoratori della Torino-Lione impegnati nel cantiere del nuovo autoporto di San Didero sono intollerabili e non possono essere giustificati in nessun modo. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle persone coinvolte negli incidenti e condanniamo fermamente quanto accaduto". Poi Gay ha difeso con forza la Torino-Lione: "È un’opera assolutamente prioritaria per lo sviluppo del territorio e del Paese, sancita da accordi internazionali e decreti che ne dichiarano la pubblica utilità".

Igor Boni, leader dei Radicali e (candidato alle primarie del centrosinistra per Torino), ha chiesto invece che la città rientri nell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione: "Non ci sono sconti da fare per trovare improbabili alleanze con chi ha contribuito ad affossare questa città. La linea ad alta velocità Torino-Lione, che è solo un segmento della metropolitana d'Europa nel suo asse est-ovest, è uno dei principali volani di sviluppo di questi territori, di questa città. Chi usa la violenza, per questo motivo, è parte del problema e non della soluzione".

"Chi si oppone alla Tav porta avanti una visione della società, dell'economia e dell'Europa che guarda al passato e che non condivido", ha commentato Silvio Magliano (Moderati). "Chi si oppone alla TAV con la violenza promuove questa sua visione del mondo secondo modalità inaccettabili che condanniamo senza appello. La costruzione di un'Europa più 'vicina', unita, compatta e coesa passa per la realizzazione della TAV, che adesso si deve fare in fretta, senza ulteriori rinvii. I gravi fatti di questa notte sono gli estremi tentativi di colpo di coda da parte di un'ideologia superata dai fatti e dalla storia".

redazione

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