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Economia e lavoro | 03 maggio 2021, 12:13

Ex Embraco, arrivano le lettere di licenziamento dalla curatela: fine del rapporto a partire dal 22 luglio

Sono state spedite le comunicazioni tanto temute da istituzioni e sindacati, mentre non ci sono ancora passi avanti sul fronte di nuovi ammortizzatori sociali e per il progetto Italcomp che coinvolge anche la Acc di Mel

Lettera licenziamento Embraco

Sono arrivate le prime lettere di licenziamento Embraco

Alla fine le lettere di licenziamento cominciano ad arrivare. Non una sorpresa, purtroppo, per i 400 lavoratori ex Embraco di Riva di Chieri, ma un'ulteriore colpo che francamente speravano di evitarsi, dopo oltre 3 anni e mezzo di vertenza, manifestazioni, ma soprattutto impegni, promesse e giravolte.

E invece, i primi documenti sono già stati recapitati. La firma in calce è quella del curatore fallimentare, Maurizio Gili: "Con l'approssimarsi del termine della cassa integrazione - si legge - autorizzata fino al 22 luglio 2021, la curatela si è vista costretta ad avviare la procedura di licenziamento collettivo", si legge nella lettera recapitata ai lavoratori. 

La procedura è terminata il 26 aprile

Procedura che si è esaurita lo scorso 26 aprile. "Con la conferma dei provvedimenti e dell'impossibilità di ricorrere a misure alternative". Proprio il punto su cui si sono accesi i toni nel confronto con i sindacati e il Governo, che sia tramite il Mise, sia tramite il Ministero del Lavoro, puntava invece a concedere nuovi ammortizzatori sociali, causale Covid, proprio per allungare i tempi e permettere al progetto Italcomp di decollare.

Tutto fermo, invece. E mentre da oltre confine arrivano notizie di interessamenti all'acquisto della Acc di Mel (l'altra componente del progetto Italcomp, che invece non interesserebbe ai gruppi stranieri che stanno valutando di rilevare l'azienda veneta), il tempo continua a trascorrere. Il Primo Maggio, alcuni lavoratori hanno ricevuto alcuni pacchi alimentari per il sostentamento proprio davanti ai cancelli dello stabilimento di Riva di Chieri, mentre un presidio ha partecipato alla cerimonia organizzata dal Comune di Nichelino

Recesso del rapporto dal 22 luglio. I sindacati: "Fare presto"

"In virtù di quanto sopra, mio malgrado, le comunico il recesso del rapporto di lavoro a far data dal 22 luglio 2021", conclude la lettera. Proprio l'epilogo che nessuno vorrebbe davvero trovarsi a raccontare, in questa vicenda.

E i sindacati - Fim, Fiom, Uilm e Uglm - non ci stanno. "Abbiamo poco tempo, serve la proroga degli ammortizzatori sociali e l'attuazione del progetto del Polo Italiano del compressore Italcomp. Oggi, per l'ennesima volta, abbiamo scritto al Governo e ai Ministeri competenti perché si passi in fretta dalle parole ai fatti. Le 400 famiglie torinesi sono allo stremo e nei prossimi giorni torneremo a manifestare pubblicamente per chiamare tutti i soggetti coinvolti ad assumere le proprie responsabilità. A partire dal governo Draghi".

"Ormai possiamo confermarlo: in Italia non si riescono più a risolvere le crisi aziendali. Embraco è solo la punta di un iceberg che nasconde sotto la coltre di ghiaccio altre 170 vertenze di fallimento. Eppure il Governo, solo pochi giorni fa, si era detto pronto a supportare i lavoratori con qualsiasi strumento a disposizione. Chiediamo ancora, all’unisono con i lavoratori e con i sindacati, un impegno straordinario per approvare gli strumenti normativi utili alla proroga della cassa integrazione straordinaria per superare la scadenza del 22 luglio", attacca Francesca Frediani, Consigliera Regionale Movimento 4 Ottobre Piemonte. "E' intollerabile pensare che 400 famiglie potrebbero finire in mezzo alla strada senza che si sia fatto di tutto per salvarle".

"Mentre il Governo temporeggiava cambiando idea in base al meteo, i curatori fallimentari non hanno perso un attimo", ha commentato il capogruppo di Luv in Regione Marco Grimaldi. "Chiediamo il ritiro immediato delle lettere di licenziamento. Al Ministero si mettano d'accordo: Giorgetti pensa di affidare il salvataggio del polo dell'elettrodomestico a privati che hanno già chiarito che non sono interessati allo stabilimento di Riva di Chieri? Questi soggetti hanno mostrato in più occasioni di non avere nessuna considerazione per la responsabilità sociale delle imprese. Si dia il via alla costituzione della newco Italcomp, si proroghino gli ammortizzatori sociali e si smetta di giocare le vite già duramente provate di 400 famiglie".

"L'abbiamo detto un mese fa, lo ribadiamo oggi, proprio mentre stanno arrivando le lettere di licenziamento ai 400 addetti dello stabilimento di Riva di Chieri: riparta la progettualità per la costituzione della newco Italcomp, che potrebbe garantire un futuro lavorativo a persone che vedono avvicinarsi con preoccupazione la data del 22 luglio, ultimo giorno coperto dalla cassa integrazione. Esprimiamo ancora una volta come Moderati totali solidarietà e vicinanza nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie", ha dichiarato il capogruppo in Regione Silvio Magliano.

Massimiliano Sciullo

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