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Attualità | 26 maggio 2021, 07:07

Torino incontra San Donato Milanese per “salvare i prati” dalla cementificazione e dal consumo di suolo

Domenica pomeriggio è prevista un'iniziativa di gemellaggio tra gli attivisti impegnati nella difesa dell'area verde 'Salette' nel quartiere Parella e un gruppo di 'colleghi' lombardi

Il pratone delle Salette a Parella

Il pratone delle Salette a Parella

Torino e San Donato Milanese unite per 'salvare i prati': è prevista per domenica pomeriggio, infatti, un'iniziativa di gemellaggio tra gli attivisti impegnati nella difesa dell'area verde di via Madonna delle Salette nel quartiere Parella e i 'colleghi' che lottano per un obiettivo similare nella cittadina alle porte di Milano.

No al consumo di suolo e alla cementificazione

L'evento, fissato per le 15.30, è organizzato dal comitato locale Salviamo i Prati e vedrà la partecipazione di Fridays for Future Torino e del comitato lombardo Salviamo il Pratone: “Qui – hanno spiegato – il Comune vorrebbe eliminare un grande terreno vergine di 11mila metri quadrati per costruire una residenza destinata ad accogliere gli atleti delle Universiadi 2025. Inoltre, alcuni terreni vergini privati sono destinati a sparire per costruire enormi edifici ad uso residenziale. A San Donato Milanese, invece, sono a rischio 20mila metri quadrati di suolo libero, su cui è prevista la realizzazione di 800 appartamenti, spazi civici e una Cittadella dello Sport, nel cosiddetto Pratone di via Gramsci e nelle aree De Gasperi e San Francesco”.

"La città, sempre più inquinata, è governata dalla logica del profitto di pochi"

L'obiettivo è quello di ribadire il proprio no al consumo di suolo e alla cementificazione: “La Lombardia – hanno proseguito - detiene il primato di suolo naturale consumato mentre Torino è tra le città più cementificate d’Italia. La quantità di case e capannoni inutilizzati è enorme ma, nonostante ciò, gli speculatori tra cui immobiliaristi, finanzieri e amministratori pubblici non sono sazi. Si continua a costruire e a devastare le ultime aree naturali urbane, condizionando pesantemente la vita dei quartieri; la città, sempre più inquinata e vulnerabile di fronte alla crisi ambientale, è governata dalla logica della rendita e del profitto di pochi, con il Comune compiacente e sottomesso. I nostri comitati non più disposti ad accettare l'assoggettamento della natura e della vita umana alle dinamiche del capitale”.


Marco Berton

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