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Economia e lavoro | 17 giugno 2021, 11:32

"Come è umana, lei?". A Torino la tecnologia vuole mostrare la sua faccia amica, anche grazie al design

Tre giorni di convegno alle Ogr, con la collaborazione del Circolo del Design e 34 esperti del settore. Si comincia con l'etica e il rischio-razzismo

Tre giorni di convegno alle Ogr

Tre giorni di convegno alle Ogr

Chi ha paura della tecnologia? Nei decenni, per non dire nei secoli, la risposta è stata "quasi tutti". Perché la novità spaventa, soprattutto quando si pensa che possa andare fuori controllo e finire per dominare chi l'ha creata, l'uomo.

Ma da oggi, e per tre giorni, alle Officine Grandi Riparazioni il Circolo del design cerca di dare una risposta diversa: con 34 ospiti in arrivo da molti Paesi tratterà infatti il tema dell'umanizzazione delle tecnologie all'interno di una grande conferenza internazionale. L'evento è curato da Jan-Christoph Zoels, cofondatore e direttore creativo di Experientia e da Sara Fortunati, direttore del Circolo del Design. Ma non mancano anche grandi aziende come Google, Volvo, Microsoft, Ford, e Amgen.

Sei sessioni, ma riflettori puntati subito sull'etica (e i rischi di razzismo)

Gli incontri sono suddivisi in sei sessioni – servizi pubblici, intelligenza artificiale, salute, mobilità, educazione –, mentre la conferenza di apertura è stata dedicata a un tema centrale come quello dell'etica, messa di fronte alla tecnologia. Gli esempi e gli spunti di riflessione non mancano: "Solo negli ultimi anni abbiamo creato il 90% dei dati esistenti e solo per il Covid si sono create 40 app in grado di tracciare elementi sensibili - dice Sara Fortunati -, ma fa riflettere anche il fatto che il 99% dei volti di uomini bianchi vengano identificati senza errori dalle tecnologie di riconoscimento, mentre capita solo nel 34% dei volti di donne di colore. Allo stesso modo, i riconoscimenti vocali sbagliano nel 19% dei casi di parole pronunciate da bianchi, ma molto si più per quelle pronunciate da persone di colore. C'è un razzismo latente anche in queste attività di programmazione?".

"Un prodotto dell'uomo, ma da usare consapevolmente"

"C'è sempre un po' di apprensione sulla tecnologia e su quello che potrebbe significare per noi, nel futuro: dai tempi in cui si tenevano i robot a, più recentemente, i dubbi sull'intelligenza artificiale - dice Alberto Anfossi, segretario generale di Compagnia si San Paolo -. Ma è una creazione umana, fatta dall'uomo. Questo non vuol dire che la tecnologia non vada umanizzata. Sono risposte che vanno vissute positivamente dalla società, in maniera consapevole".

"Una sfida cruciale a livello economico e sociale"

"Siamo di fronte a temi molto sentiti, sia come Fondazione CRT che come Ogr", dice Massimo Lapucci, segretario della Fondazione e padrone di casa come amministratore delegato delle Officine. "La tecnologia è cruciale nelle sfide sia a livello economico che sociale. Bisogna aggiungere voci a un dialogo già avviato e il mondo del design, su questi aspetti, può essere prezioso".

Massimiliano Sciullo

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