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Attualità | 20 giugno 2021, 10:02

Oltre 60 anni in Camera di Commercio, il record di Vinardi: "A ogni cliente la sua calzatura: il mio lavoro è stima e fiducia"

La famiglia dello storico Piediluna in via Nizza festeggerà nel 2026 i cent'anni di attività: "La prossima amministrazione? Mi auguro aiuti di più noi esercenti. Non ci siamo mai arresi"

Giovanni Vinardi

Giovanni Vinardi premiato dalla Camera di Commercio di Torino

Era il 1926 quando la Vinardi Calzature apriva il primo negozio di scarpe a Torino. Una storia d'amore per il commercio e l'artigianato quasi centenaria, oggi testimoniata da Giovanni, classe '36, colonna portante degli esercenti di San Salvario e titolare, assieme al figlio Marco, dei due punti vendita Piediluna in via Nizza 82 e 379. 

Il Premio Fedeltà della Camera di Commercio

Sessantatré, per la precisione, gli anni di iscrizione di Vinardi alla Camera di Commercio di Torino, che gli sono valsi il Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico nell'anno 2019 (ma ufficializzato solo pochi giorni fa a causa dei rimandi dovuti alla pandemia). E' il secondo imprenditore, in Piemonte, a ricevere questo riconoscimento. "Abbiamo sempre collaborato con passione e dedizione - racconta, mostrando orgoglioso la targa circondato dalle calzature del suo negozio -. Essendo da più di vent'anni presidente dell'associazione di via Cento botteghe sotto le stelle, ho sempre creduto molto nel territorio e nelle iniziative da realizzare con le istituzioni. Nonostante i vari cambi di amministrazione, il mio impegno non è mai venuto meno".

Dal 1958, una vita per il lavoro e il territorio

Già presidente nazionale dei commercianti di scarpe e vicepresidente di Ascom, con incarichi anche alla Finpiemonte, e nominato Cavaliere della Repubblica nell'89 da Francesco Cossiga, Vinardi cominciò ad appassionarsi al mestiere osservando il padre lavorare in laboratorio dopo la scuola, a Mathi. "La mia prima attività l'ho aperta nel '58 a Borgo San Paolo, poi mi sono trasferito in via Nizza. E davvero si può dire che in tutti questi anni abbia visto crescere e cambiare profondamente il quartiere. Il calo delle vendite, negli ultimi tempi, è stato molto forte, ma ho sempre spronato tutti i commercianti della zona a resistere, nonostante le chiusure. Per questo mi aspetto, dalla prossima amministrazione, una maggiore cura e tutela nei nostri confronti. Vorremmo essere ascoltati di più, a cominciare dalla gestione della viabilità".

Via Nizza: cosa c'è ancora da migliorare

La pista ciclabile di via Nizza, realizzata con i fondi di PON Metro e inaugurata lo scorso ottobre, è stata una degli oggetti del contendere che ha animato a lungo i dibattiti tra le vetrine della zona. E la sensazione di Vinardi, e di tutti gli esercenti da lui rappresentati, ora, è di ritrovarsi di fronte a una promessa non mantenuta. "La sindaca e la sua giunta avevano garantito di abbellire la via con arredi, fioriere, panchine. Ma non si è visto mai nulla del genere. Niente WiFi, niente totem per presentare gli esercizi commerciali. Noi desideriamo realmente una via a misura di pedone, ma che sia anche esteticamente gradevole. Non vogliamo essere soltanto un canale di transito da una parte all'altra della città, ma una sorta di centro commerciale naturale, all'aria aperta: se i passanti vengono attratti, allora si fermano volentieri". 

Una festa solo rimandata

Non appena l'emergenza sanitaria sarà rientrata, Piediluna ha in mente di organizzare una grande festa in piazza De Amicis, coinvolgendo tutto il quartiere per un'intera giornata di musica, danze e allegria. "Se penso a cosa rappresenta per me questo mestiere - dice ancora Vinardi -, penso subito alle otto commesse nei nostri punti vendita, che conoscono tutti i clienti per nome. Ecco, essere commerciante significa infondere fiducia e riceverne altrettanta in cambio. Il clima di familiarità è fondamentale: ogni nostro cliente può godere di un'assistenza a tutti gli effetti, quando deve acquistare un prodotto. E' una tradizione abbiamo tramandato dai miei nonni fino ai giorni nostri". 

Manuela Marascio

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