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Economia e lavoro | 28 giugno 2021, 07:00

Trattamento farmacologico delle dipendenze: problemi, droghe, metodi

Nella società contemporanea, il problema delle dipendenze è sempre più ampio e diffuso. Accanto alla più tradizionale dipendenza da alcol, spesso in passato neppure percepita come un reale problema in molti paesi europei nonostante i suoi gravissimi effetti.

Trattamento farmacologico delle dipendenze: problemi, droghe, metodi

Nella società contemporanea, il problema delle dipendenze è sempre più ampio e diffuso. Accanto alla più tradizionale dipendenza da alcol, spesso in passato neppure percepita come un reale problema in molti paesi europei nonostante i suoi gravissimi effetti, la gamma delle dipendenze si è oggi ampliata fino a comprendere, oltre alla dipendenza da droghe pesanti o leggere in genere, anche le dipendenze comportamentali, qual è, ad esempio, la dipendenza da gioco d’azzardo o la più recente dipendenza da videogiochi.

Sintomi comuni che caratterizzano le dipendenze sono, in generale:

 

  • la predominanza della dipendenza su tutti gli altri interessi personali e professionali; 
  • il craving, ossia il bisogno impellente di ricorrere all’oggetto della propria dipendenza;
  • l’innalzamento della soglia di tolleranza; 
  • le alterazioni dell’umore e la sindrome da astinenza.

Per quanto riguarda la tossicodipendenza da droghe, uno dei problemi maggiori, anche se non l’unico, che rendono difficile la disintossicazione, sono proprio i gravi sintomi che compongono la sindrome da astinenza. Inoltre, a causa degli attuali modelli di consumo, la dipendenza da alcol e droghe si presenta non di rado congiunta, complicando così l’approccio alla disintossicazione.

Dipendenza da alcol: rimedi farmacologici

In anni di recenti, la dipendenza alcol nei giovani, in particolare, rappresenta un allarme da tenere quanto meno sotto controllo, anche se l’Italia non si trova per fortuna ai primi posti nella classifica di un fenomeno preoccupante come il cosiddetto binge drinking. 

Il principale farmaco impiegato per la dipendenza da alcol è il disulfiram che, se associato al consumo di alcol, ha la caratteristica di causare fastidiose reazioni avverse dovute all’accumulo nel sangue di acetaldeide, il principale prodotto del metabolismo dell’alcol. A causa di questi effetti, che includono tachicardia, gonfiore e arrossamento al viso, bruschi cali di pressione, il disulfiram è largamente impiegato per la disassuefazione dall’alcol. Il deterrente all’assunzione di alcolici è rappresentato appunti dai sintomi sgradevoli causati dal farmaco. 

Tuttavia, il principale tallone d’Achille di questa terapia è rappresentato dalla sospensione volontaria del farmaco da parte del paziente che desidera assumere sostanze alcoliche (Krampe, Ehrenreich 2010). Tale terapia, pertanto, deve sempre comprendere un adeguato supporto psicologico e non può prescindere dalla forte motivazione del paziente a disintossicarsi dall’alcol.

Terapie farmacologiche sostitutive degli oppiacei

Un approccio diffuso alla dipendenza da oppiacei è il ricorso alle terapie sostitutive, in particolare con l’impiego di metadone o Subutex (buprenorfina) allo scopo di sopprimere i sintomi di astinenza, evitando d’altra parte gli effetti euforizzanti delle droghe.

Non è facile, però, raggiungere una completa disintossicazione per mezzo di tali terapie che, dopo la sostituzione, richiedono una riduzione graduale, soprattutto a fronte di elevati dosaggi iniziali, per evitare di ricadere in crisi di astinenza non dissimili da quelle causate dalla dipendenza originale. Di fatto, le terapie sostitutive spesso finiscono per protrarsi per molti anni, anche per la difficoltà di affrontare tutte le dimensioni – emotive, fisiche, psichiche – della dipendenza del paziente.

A fronte dell’evoluzione dei vari tipi di dipendenza e dei nuovi modelli di consumo delle sostanze, come esempio la sempre maggiore diffusione urbana della dipendenza da cocaina e metanfetamine, tale approccio presenta il grande rischio di dimostrarsi inadeguato, senza riuscire a rappresentare un reale ed efficace percorso riabilitativo.

L’impiego di farmaci anticonvulsivanti, come il topiramato, nella disintossicazione da cocaina, oggetto di alcuni studi risalenti allo scorso decennio, non sembra al momento aver ricevuto conferme dell’efficacia auspicata.

Esistono però altri trattamenti di disintossicazione rapida oppiacei, praticati soprattutto in centri privati specializzati, in cui il benessere del paziente, sotto tutti gli aspetti fisici e psichici, è posto al centro della strategia di disintossicazione e di recupero in tempi ragionevolmente brevi di una normale vita, di relazione e lavorativa.

Terapie di disintossicazione rapida e ultrarapida

La disintossicazione, in realtà, è solo la prima parte del processo riabilitativo, cui deve seguire un periodo di sostegno, in media della durata di un anno, che di norma prevede visite di controllo periodiche.

Nelle cliniche per disintossicazione rapida come la clinica Vip Vorobyev, ogni paziente viene trattato come caso individuale, grazie a un’accurata anamnesi iniziale, in base alla quale l’équipe sanitaria determina il trattamento più adeguato e suggerisce eventuali terapie di supporto. L’obiettivo della disintossicazione iniziale in alcuni casi viene raggiunto con la semplice terapia farmacologica, come nel caso della disintossicazione ultra rapida UROD, con somministrazione in anestesia totale di naloxone o naltrexone, sostanze antagoniste degli oppioidi. Lo scopo del trattamento è quello di liberare l’organismo dalla sostanza intossicante in modo rapido e indolore.

Se l'anamnesi del paziente non lo consiglia, si preferiscono altri metodi, come il trattamento con infusioni endovenose a base di vitamine, minerali e amminoacidi, nonché la terapia Neuro-Jet, eseguita con uno speciale apparecchio che emette leggeri impulsi elettrici, indolori e appena percettibili, allo scopo di normalizzare i livelli di dopamina e di endorfine nel cervello, favorendo la riduzione e la rapida risoluzione dei sintomi di astinenza.

La terapia Neuro-Jet è indicata, ad esempio, anche per la dipendenza da cocaina: come uscirne in modo risolutivo, evitando ricadute, richiede di prendere in considerazione gli aspetti psicologici della dipendenza da questa sostanza, che sono preminenti rispetto a quelli fisici. 

Un’ampia gamma di terapie psicologiche, che operano sia a livello conscio che inconscio, sono impiegate allo scopo di eliminare il desiderio della sostanza. Ipnosi, psicoterapia, yoga possono essere usati, se necessario, per ripristinare l’equilibrio psichico del paziente, permettendogli di affrontare i problemi che sono alla base della sua dipendenza originale. Infine, la terapia farmacologica di avversione è in grado di creare disgusto fisico nel paziente nei confronti della droga assunta.

Trattamento delle dipendenze con ibogaina

Un’altra possibilità infine, offerta da alcune cliniche di disintossicazione rapida, è costituita dall’uso dell’ibogaina. Si tratta di un metodo alternativo di recente acquisizione da parte della comunità medico-scientifica che, in realtà, si basa sulla conoscenza delle particolari proprietà di un potente psichedelico tradizionale, estratto dalle radici della pianta dell’iboga. Questo alcaloide di origine naturale è impiegato da secoli in alcuni culti di iniziazione di tribù pigmee della regione del Gabon, ma le sue capacità di indurre una rapida disassuefazione dalle droghe, eliminando il desiderio stesso (craving) di assumere droghe, sono state scoperte da H. Lotsof all’inizio degli anni Sessanta.

L’ibogaina agisce sui recettori della serotonina e della dopamina, influendo quindi direttamente sul meccanismo che, a livello cerebrale, produce gli effetti delle principali droghe tra cui eroina e cocaina. È innalzando i livelli di serotonina e dopamina, infatti, che tali droghe inducono i loro effetti euforizzanti. Quindi, il cosiddetto “sistema di ricompensa” (o sistema mesolimbico) spinge a ripetere l’assunzione della sostanza per riprodurre la sensazione di appagamento determinata a livello cerebrale. In questo modo, i recettori si abituano a livelli di dopamina e serotonina più alti e il cervello ne riduce di conseguenza la produzione naturale. A questo punto, se si interrompe l’assunzione della sostanza, si manifesta la sindrome di astinenza.

In anni recenti, l’ibogaina è stata oggetto di ricerche e studi scientifici nei quali ha dimostrato in molti casi la sua efficacia clinica nell’attenuazione dei sintomi di astinenza per ogni tipo di tossicodipendenza.

Presso la clinica VIP Vorobjev si pratica, tra l’altro, anche questo tipo di trattamento. Come per ogni altra terapia di disintossicazione, naturalmente anche la scelta del trattamento con ibogaina prevede un’accurata valutazione delle condizioni del paziente e della sua anamnesi, per escludere controindicazioni al trattamento.

In conclusione

La disintossicazione farmacologica è uno strumento essenziale per affrontare le tossicodipendenze. Le opzioni disponibili per una disintossicazione rapida da oppiacei, farmaci, alcol e altre sostanze sono diverse e la loro scelta di basa sempre sull’anamnesi del paziente e sulle sue condizioni.

Le terapie di disintossicazione rapida indolore, per assicurare la loro efficacia a lungo termine, devono comunque essere supportate da un’adeguata offerta di trattamenti di sostegno fisico e psichico, come quelli che le cliniche specializzate sono in grado di fornire, mettendo al centro il benessere e la salute del paziente.

 

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