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Economia e lavoro | 21 luglio 2021, 07:00

Michelin e Piemonte, si rinsalda il legame

La Michelin è diventata il primo produttore di pneumatici al mondo, e parte di questo primato dipende anche dal Piemonte, dallo stabilimento di Cuneo: ecco alcune notizie interessanti che rinsaldano il legame tra la nostra regione e l’azienda di Bibendum.

Michelin e Piemonte, si rinsalda il legame

Il Piemonte si sta candidando a capitale italiana degli pneumatici e dell’innovazione nel settore automotive: negli ultimi tempi, infatti, la nostra regione è tornata a ingranare le marce elevate in questo ambito, grazie sia ai nuovi accordi con la Michelin per lo stabilimento di Cuneo, sia all’intraprendenza di alcune aziende impegnate nelle attività collaterali.

Piemonte al centro del mercato degli pneumatici

Il primo nome che viene in mente è di sicuro Euroimport Pneumatici, che da Vinovo ormai domina il segmento delle vendite online di gomme, mantenendo ormai da anni un ruolo da leader a livello nazionale: tra i prodotti più venduti dalla piattaforma ci sono anche i grandi modelli della casa francese, come Pilot Sport, Pilot Alpin e soprattutto Michelin Crossclimate che, oltre a essere dei veri e propri best-seller, sono anche realizzati a Cuneo.

Michelin punta su Cuneo

La cittadella-fabbrica di frazione Ronchi, che è ancora oggi il più grande sito industriale e la principale realtà in Europa occidentale del gruppo di Clermont-Ferrand, con ben 2.250 dipendenti, è infatti il luogo in cui prendono vita alcune delle principali produzioni di Michelin, come i modelli e.Primacy, Pilot Sport, CrossClimate e Pilot Alpin. E l’orientamento dell’azienda per lo stabilimento è proprio continuare verso la specializzazione sul top di gamma, pneumatici vettura ad alto contenuto tecnologico.

È quanto prevede il nuovo accordo siglato a metà giugno, con cui l’azienda francese si impegna ad assicurare il futuro dell’impianto nonostante l’annunciata chiusura del reparto di produzione delle camere d’aria entro fine anno, che porterà 41 lavoratori a una ricollocazione all’interno dello stesso stabilimento oppure a un percorso di accompagnamento con accordi di prepensionamento.

La nota ufficiale di Michelin dice che “lo stabilimento di Cuneo gioca un ruolo strategico grazie alla produzione specializzata”, e ricorda che negli ultimi dieci anni “il diametro dimensionale degli pneumatici si è spostato verso l'alto di gamma, che oggi rappresenta circa il 50% della produzione, mentre mediamente il 40% della produzione è destinato al primo equipaggiamento per costruttori quali Stellantis, Renault, BMW, Porsche, Audi, VW e Mercedes”.

Ripartire dopo la pandemia

Nel 2019, prima della pandemia, l’impianto Michelin di Cuneo aveva chiuso il 2019 con una produzione di 11,7 milioni di pneumatici; nel 2020 fuori dal comune (caratterizzato anche da un periodo di chiusura durante il primo lockdown) il livello produttivo si è fermato a 10,2 milioni di pneumatici (1,5 milioni in meno), mentre nei primi 6 mesi 2021 la produzione ha raggiunto i 5,9 milioni di unità, che dovrebbero essere confermati anche nella seconda parte dell’anno, stando alle previsioni.

Che lo stabilimento sia centrale nelle strategie del gruppo è evidente anche dagli investimenti effettuati: solo negli ultimi sei anni, sono stati investiti 210 milioni in progetti di innovazione, che hanno contribuito a migliorare le performance ambientali e la competitività della fabbrica. Per il futuro, la mission dello stabilimento è di focalizzarsi nella produzione di pneumatici di ultima generazione, proseguendo nell'evoluzione tecnologica dei suoi impianti.

La svolta green grazie alle navette ecologiche piemontesi

Da alcuni mesi, gran parte di questi pneumatici si muove all’interno dell’impianto di Ronchi attraverso un innovativo sistema, anche questo al 100% made in Piemonte: la Giordano & C. di Boves ha infatti sviluppato delle speciali navette elettriche a guida autonoma, delle dimensioni di un Tir (10 metri di lunghezza, 6 di altezza), capaci di muoversi senza conducente e in assoluta sicurezza grazie al sistema Agv (che significa Automated guided vehicles).

Al momento ci sono sei veicoli totalmente green usati per il trasferimento di pneumatici dai reparti di fabbricazione al magazzino: un percorso interno di 1.500 metri coperti senza sosta, 24 ore su 24, spostando fino a 600 pneumatici a viaggio, con innegabili miglioramenti a livello logistico e soprattutto dal punto di vista ambientale. Il sistema di trasporto a guida autonoma Agv garantisce una riduzione stimata di 50 tonnellate di Co2 all’anno rispetto al tradizionale trasporto su camion a motore impiegato in precedenza.

Richy Garino

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