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Politica | 23 luglio 2021, 16:45

Green Pass, Grimaldi: "Chi protesta ringrazi il sistema sanitario che si occuperà di lui"

Sganga: "Siamo tutti parte di una collettività, ci si salva insieme e si affonda insieme"

Green Pass, Grimaldi: "Chi protesta ringrazi il sistema sanitario che si occuperà di lui"

"Le immagini di ieri sera in Piazza Castello mi impressionano e sono uno schiaffo verso chi ha sofferto, verso i medici, gli operatori e chi ha lavorato per uscire dalla crisi in tutti questi mesi. La verità è che coloro che gridano alla dittatura sanitaria non sanno di essere privilegiati e dovrebbero ringraziare che il sistema sanitario li aiuterà nei momenti più bui. Che l'estrema destra cavalchi e guidi l'onda no vax è semplicemente una vergogna. Non si dica però che la sinistra radicale era in piazza. Quali benicomunisti e quale sinistra? Credo che essere di sinistra significhi sentirsi ossessionati dalla difesa della sanità pubblica, dal diritto alla salute per tutte e tutti, mobilitarsi sì ma per la cessazione dei brevetti sui vaccini e per l'accesso alle cure di tutta la comunità e di ciascuna persona in ogni parte del mondo, sentire come vera tragedia sanitaria quando prenotando una visita in una struttura pubblica si trova posto solo un anno dopo e chi non ha i soldi per una clinica privata non può evitare il peggio. Certamente non lo è contrastare gli sforzi collettivi che con difficoltà stiamo facendo" - così l’esponente di Sinistra Ecologista e consigliere regionale Marco Grimaldi.

"Il fatto che alcuni paragonino il greenpass all'apartheid o ad altre forme di segregazione razziale fornisce automaticamente una certificazione della loro inadeguatezza a rappresentare le istituzioni" - continua Grimaldi. - "Dicono di difendere la libertà, ma la libertà di chi? Certo non delle persone fragili che non possono vaccinarsi per ragioni mediche o anagrafiche e hanno bisogno dell'immunità di gregge".

Aggiunge la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle Valentina Sganga: "Esprimo la massima preoccupazione per un concetto di libertà che sconfina nel lesionismo proprio e della collettività. Credo che mai come oggi sia urgente affrontare questo problema su un piano prima di tutto pedagogico e culturale e, solo in ultima istanza, vertere su quello del diritto. Siamo tutti parte di una collettività, ci si salva insieme e si affonda insieme. Siamo liberi se ci vacciniamo e se insieme sconfiggiamo finalmente questo virus, non il contrario".

Comunicato stampa

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