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Economia e lavoro | 11 ottobre 2021, 19:15

Sugar e plastic tax, allarme di istituzioni e imprese: “Vanno abolite, a rischio 5 mila posti di lavoro”

Incontro organizzato dall’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte. Al centro del dibattito l’utilità delle due tasse, che entreranno in vigore il prossimo gennaio

conferenza 11 ottobre

Sugar e plastic tax, allarme di istituzioni e imprese: “A rischio 5 mila posti di lavoro”

Il 1° gennaio 2022 - a meno di ulteriori proroghe - entreranno in vigore in Italia la Sugar e la Plastic tax.

Cosa sono e quanto si paga

La prima è un’imposta di 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e di 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti predisposti per essere utilizzati previa diluizione, che si applica alle cosiddette bevande “edulcorate”, definite dall’articolo 1 del decreto 12 maggio 2021 del Ministero delle Finanze "le bevande finite e i prodotti predisposti per diventare bevande previa aggiunta di acqua o altri liquidi (…) condizionati per la vendita e destinati al consumo alimentare umano, ottenuti con l'aggiunta degli edulcoranti (…) ed aventi un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2 per cento in volume". La Plastic tax, invece, è una tassa del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto. 

Preoccupazione di istituzioni e associazioni di categoria

Due imposte che preoccupano istituzioni, associazioni di categoria e sindacati per le ripercussioni che potrebbero avere sul mondo del commercio, già provato dalla pandemia. Stamattina, durante un incontro organizzato dall’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, le parti in causa hanno chiesto di abolire entrambe le tasse. In particolare, per l’assessore al lavoro della Regione Piemonte Elena Chiorinola politica deve essere a supporto sia del sistema industriale, sia dell'ambiente sebbene questo non stia avvenendo, per colpa di un approccio completamente sbagliato del Governo”.

Chiorino: "Tasse che vanno abolite subito"

Secondo l’assessore “plastic tax e sugar tax sono due tasse che vanno abolite perché colpiscono sia la produzione industriale sia i consumatori e quindi le famiglie. I distretti colpiti sono moltissimi, e questo si traduce in una non sostenibilità per le imprese, ma anche per il consumatore finale”. E ancora: “In un momento in cui c'è la difficoltà drammatica di ripresa dalla pandemia, in una situazione di scarsità di materie prime con il conseguente aumento dei costi, un taglio negli investimenti porterebbe conseguenze a cascata anche in settori diversi da quelli di partenza, ad esempio la logistica, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e danneggiando l'immagine delle imprese e del Made in Italy”.

"Introdurre dazi di civiltà"

Chiorino ha poi osservato che “gli imballaggi servono anche a tutelare i prodotti agroalimentari: il 50% degli stessi, infatti, rischierebbe di essere sprecato se non adeguatamente imballato”. La soluzione prospettata dall’assessore “anziché tassare ulteriormente le nostre aziende” è quella di “introdurre dei “dazi di civiltà” che vadano a colpire i Paesi che non applicano alcuna politica di tutela ambientale”.

Per l’Assessore all’Agricoltura Marco Protopapatassare la plastica andrebbe a incidere sui prezzi dei prodotti agricoli e quindi ad alterare la concorrenza non sempre leale tra i Paesi”, mentre per l’Assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano bisogna “evitare di incidere pesantemente nel settore produttivo attraverso vincoli e nuove imposizioni, quanto mai inutili oltre che dannose per i rispettivi comparti”.

La contrarietà di Confindustria

All’incontro ha partecipato anche il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay, che pur ribadendo come la sostenibilità ambientale sia al centro delle politiche industriali che Confindustria sta portando avanti, ha auspicato che “da qui a fine 2021 è necessario che si arrivi a più specifiche e mirate politiche da parte del Governo su questi temi. A cominciare dal varo del Piano nazionale sulla plastica sostenibile, presente nel dispositivo di Legge del 2019, ma rimasto lettera morta. Una imposizione fiscale razionale sulle materie plastiche, per le imprese sarebbe uno stimolo a rinnovare e utilizzare materiali alternativi e meno inquinanti”.

2,8 miliardi di litri d'acqua imbottigliati in Piemonte

Gay ha quindi aggiunto che “il 92,6 per cento del packaging che si produce e utilizzato in Italia viene in qualche modo recuperato. Inoltre circa il 50 per cento del prodotto consumato termina nei termovalorizzatori, dove oltre a essere smaltito contribuisce a produrre energia elettrica. È uno dei rari circuiti economici circolari già esistenti”. Riguardo al “contenuto”, Gay ha fatto notare che “solo in Piemonte le nostre imprese imbottigliano oltre 2,8 miliardi di litri di acqua minerale l'anno, grazie a 27 concessioni attive che rappresentano un terzo dell'intero mercato italiano. Ovviamente, la nostra acqua serve anche a produrre bibite zuccherate e succhi di frutta. Un settore importante per la nostra economia e che vale oltre 500 milioni di euro con un giro d'affari altrettanto considerevole per l'indotto, occupando infatti oltre 1400 lavoratori”.

Infine, sulla reale efficacia delle tue tasse, il presidente di Confindustria Piemonte è stato perentorio: “Non dimentichiamo che, dove norme simili sono state introdotte, queste non hanno generato gli effetti sperati”. 

Il vicepresidente Mineracqua, Ettore Fortuna, ha chiesto l’abrogazione della tassa sulla plastica, definendola “un’imposta che penalizza le imprese senza colpire i comportamenti scorretti quali il mancato o l’errato conferimento”. Secondo Fortuna “la tassa è iniqua perché colpisce indiscriminatamente tutte le plastiche, mentre il Pet, l’unico polimero che l’industria delle acque minerali e delle bevande utilizza per la produzione di bottiglie, è un materiale riciclabile al 100%, il che vuol dire che da una bottiglia post-consumo se ne può realizzare un’altra nello stesso materiale riciclato (“bottle to bottle”) esempio lampante di “economia circolare”.

"A rischio 5 mila posti di lavoro"

Grazie al riciclo, si riduce l’utilizzo di plastica vergine e si riducono le emissioni di Co2 equivalente, parametro chiave per misurare la sostenibilità”. Sulla stessa linea Gian Giacomo Pierini, presidente di Assobibe, secondo cui “gli effetti della nuova tassa si rifletteranno sulle aziende della filiera, con i fornitori che vedranno un calo di acquisti di materie prime food e non food per 250 milioni e ripercussioni importanti anche a livello territoriale, in particolare per quelle regioni che riforniscono di frutta le aziende del settore, e sull’occupazione, con oltre 5 mila posti di lavoro a rischio, 900 a monte e 4 mila a valle".

Differentemente da altri Paesi in cui la tassa è stata pensata per invertire trend in crescita, "l’Italia è all’ultimo posto in Europa per consumi di bevande analcoliche zuccherate e il 99% delle calorie assunte quotidianamente arriva da alimenti diversi dai soft drink - ha concluso Pierini - Inoltre, le aziende del settore lavorano da anni per ridurre l’offerta di zucchero a scaffale (-27%) come dimostra l’impegno recentemente sottoscritto con il Ministero della Salute per tagliare un ulteriore 10%”.

Marco Panzarella

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