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Politica | 14 ottobre 2021, 10:34

Il "conto" della pandemia per le regioni italiane: quasi 23 miliardi. "Chiediamo all'Europa di occuparsene, ora che c'è il PNRR"

Lo dicono gli esperti del Comitato delle Regioni Ue. Cirio: "Meno risorse rappresentano meno servizi o servizi peggiori per i cittadini". Riflettori accesi anche sui fondi contro le calamità naturali e il progetto di IGP per l'artigianato

Alberto Cirio a Bruxelles

Alberto Cirio a Bruxelles per parlare di risorse e di progetti per il territorio

Anche il Piemonte rischia di finire nel "buco nero" lasciato dal Covid. L'allarme è stato lanciato nella giornata di ieri, a Bruxelles, dal Comitato delle Regioni Ue: l'ammanco, legato alla crisi della pandemia, è di 22,8 miliardi. A pesare sono soprattutto le maggiori spese per sostenere l'emergenza, abbinate alle mancate entrate. In cima a questa scomoda classifica, la Germania, con quasi 112 miliardi di "rosso". 

Un'eredità pesante, che potrebbe far sentire i suoi effetti anche nel medio periodo: gli esperti dicono che, per le regioni italiane, si potrebbe trascinare almeno nei prossimi dieci anni.

"Definire come utilizzare le risorse del Pnrr è anche l'occasione, qui a Bruxelles, di confrontarsi su danni da miliardi di euro che non sono nelle casse degli enti locali e che possono trasformarsi in meno servizi o in servizi meno efficienti per i cittadini - dice il governatore del Piemonte Alberto Cirio -. Visto che in questo momento storico le risorse ci sono e sono tante, chiediamo all'Europa di occuparsi di questa difficoltà".

"Rivedere i parametri per le risorse a risarcimento delle calamità"

E sulla Giornata internazionale di prevenzione delle calamità naturali, "chiediamo al sistema europeo che si crei un sistema sempre più in rete, senza trovarsi in quel paradosso della concorrenza tra le varie aree. L'Europa deve dimostrarsi mamma e nello stesso tempo bisogna rivedere i parametri per accedere ai fondi. Spesso, per le recenti calamità, hai aree colpite poco circoscritte, ma in maniera molto intensa. E si rischia di non poter ottenere i risarcimenti".

"Bene l'etichetta IGP per l'artigianato: tutela il Piemonte"

Si parla anche della proposta di istituire un’etichetta europea  IGP per l’artigianato: un'iniziativa che può toccare da vicino il Piemonte. "L'igp per l'agricoltura fu un'intuizione che rappresentò una svolta per i nostri prodotti che si muovono nel mondo e sui mercati - dice Cirio -. Ma oltre all'eccellenza rurale, oggi c'è da riconoscere anche l'eccellenza nella trasformazione: stoffe, mobili, vestiti e tutto ciò che i nostri artigiani sanno creare. Sono realtà da difendere dalla concorrenza dell'italian sounding. E per il nostro Piemonte sarà un'occasione in più per rilanciare questo settore così importante per la mia regione".

Massimiliano Sciullo

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