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Economia e lavoro | 29 novembre 2021, 18:08

Embraco, l'ira di Nosiglia: "Settemila euro è una somma vergognosa, pagheremo le spese legali a tutela dei lavoratori"

Ancora una volta l'arcivescovo si schiera al fianco degli operai di Riva di Chieri: "Con l'utilizzo del Fondo Escrow si tutelano gli imprenditori, non chi resta senza lavoro"

consegna pacchi viveri

Uno dei tanti momenti di solidarietà materiale di Nosiglia nei confronti dei lavoratori Embraco

"Un indennizzo di settemila euro non rappresenta neppure un anno di lavoro. La proposta emersa in questi giorni per gli indennizzi ai lavoratori della ex Embraco mi pare, francamente, inaccettabile e vergognosa". Ancora una volta non le manda a dire, Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino. Da sempre in prima fila al fianco dei lavoratori alle prese con vertenze sindacali e, in particolare, con i 400 operati dello stabilimento di Riva di Chieri.

È di venerdì, infatti, l'ufficialità legata alle intenzioni da parte di Whirlpool e della curatela fallimentare di Ventures (l'azienda che aveva rilevato Embraco) di utilizzare quel che resta del fondo per la reindustrializzazione - il cosiddetto fondo Escrow, pari a 9 milioni - per sanare le posizioni debitorie e gli scoperti, destinando poi il rimanente tra gli operai che rimangono senza lavoro. Conti alla mano, 7000 euro (lordi), appunto.

"Privilegiati gli imprenditori, non i lavoratori"

"Nella ripartizione del fondo - prosegue Nosiglia - vengono privilegiati imprenditori e fornitori, scegliendo esplicitamente di lasciare allo sbando i 400 lavoratori e le loro famiglie. Se non tocca a me entrare nel merito delle procedure di concordato o di curatela fallimentare ritengo però mio preciso dovere spendere una parola forte e chiara per dire che siamo di fronte a un cammino di ingiustizia. Prima che tale proposta vada avanti mi sembra necessario richiamare – ancora una volta – l'attenzione di tutti quegli attori sociali e istituzionali che hanno fino ad ora detto di volersi coinvolgere nel dramma dei lavoratori ex Embraco: Unione Industriale, Regione Piemonte, ministeri economici e del lavoro. Ugualmente significativo è che il sindacato continui a compiere la sua opera di informazione capillare, nella prospettiva di tutelare il più possibile i lavoratori".

Com'è noto, perché la proposta sull'utilizzo dell'Escrow vada in porto è necessario il 90% delle adesioni da parte dei lavoratori, che al 22 gennaio vedranno scadere la cassa integrazione. "I tempi sono stretti - incalza l'alto prelato -. Qualunque sia l'esito del passaggio attuale c'è una cosa precisa che gli attori istituzionali possono e devono fare: avviare percorsi concreti di formazione e aggiornamento per i lavoratori, in modo da garantire a tutti l'opportunità di potersi ricollocare. Mi pare doveroso, da parte dei lavoratori, inserirsi con convinzione in tali percorsi. E se nessuno sarà in grado di rilevare in blocco attività e maestranze della ex Embraco, certo sarà possibile trovare soluzioni di ricollocazione differenziate in aziende diverse". 

"Pronto a pagare le spese legali"

Ma ancora una volta, non sono solo parole quelle di Nosiglia. E se in passato aveva contribuito al sostentamento delle famiglie con pacchi di cibo e pagando le spese per le trasferte a Roma in caso di tavoli e manifestazioni, anche stavolta l'arcivescovo è pronto a mettere mano al portafogli. "In questa fase, così delicata e dolorosa, l'Arcivescovo di Torino ha da spendere la sua parola e «metterci la faccia», come ha fatto fino ad ora. E intende garantire la copertura delle spese legali e di quegli esperti che, nelle varie sedi, dovranno promuovere e tutelare gli interessi dei lavoratori"

Massimiliano Sciullo

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