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Politica | 24 gennaio 2022, 17:08

Carceri, Grimaldi (LUV): "Senza svuotamenti, pene e percorsi alternativi non risolveremo il problema alla radice"

"I garanti hanno esposto la gravità della situazione sanitaria"

Carceri, Grimaldi (LUV): "Senza svuotamenti, pene e percorsi alternativi non risolveremo il problema alla radice"

“I garanti ci riportano dati allarmanti sull’emergenza Covid nelle carceri piemontesi: dall’inizio della pandemia ci sono stati circa mille casi, su una capienza delle strutture di più di 3000 unità e una presenza stabile che va oltre le 4000. Ma il tema della salute è molto più ampio: la dottoressa Gallo ha affermato che il 65% dei colloqui che i detenuti hanno con i garanti riguarda problemi sanitari, dalla logistica e dagli errori frequenti legati a esami e visite, alle attese di anni per una protesi dentaria, alle diagnosi effettuate da infermieri non preparati in modo specifico a valutare lo stato di persone detenute e malate, all’assenza di un servizio per chi presenta doppia diagnosi di uso di stupefacenti e disturbo comportamentale”, dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, a seguito della Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità durante la quale la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino, Monica Gallo, e il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive, Bruno Mellano, sono stati auditi in merito relazione alla drammatica situazione sanitaria nelle carceri in Piemonte anche in riferimento all’emergenza dovuta al Covid.

“L’ormai notissima vicenda del Sesante al Lorusso e Cutugno ha mostrato un problema nel problema” – prosegue Grimaldi: non saranno ristrutturazioni delle sezioni a risolvere il costante rischio di sottoporre le persone private della libertà a trattamenti disumani e degradanti. Spesso risulta molto problematico garantire un effettivo diritto alla salute all’interno delle carceri. Vale per la gestione del Covid, ma vale per tutte le patologie e in particolare per le tante forme di disagio psichiatrico. Senza svuotamenti, pene e percorsi alternativi non risolveremo il problema alla radice. Senza interventi che tengano conto dell’immensa popolazione del carcere di Torino – come per esempio una farmacia interna – continueranno disagi e disservizi".

"Per non dire – conclude Grimaldi – del CPR, dove manca un presidio sanitario pubblico interno e urge un nuovo protocollo d’intesa fra Regione e Ministero per definire la presa in carico sanitaria dei trattenuti. Posto che si tratta ormai di un luogo in cui nessuno entra e da cui nessuno viene rimpatriato – come confermato dalla garante Gallo. A che pro dunque?”.

comunicato stampa

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