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Economia e lavoro | 04 luglio 2022, 06:08

Confartigianato punta sui giovani, in Piemonte previste più assunzioni di apprendisti

L'indagine trimestrale evidenzia un miglioramento dei dati, anche se restano negative le stime su produzione e nuovi ordini. Felici: "Serve intervento della politica"

apprendisti artigiani

Confartigianato punta sui giovani, previste più assunzioni di apprendisti

Nell'artigianato migliora andamento occupazionale: il saldo ha una significativa variazione positiva, da -6,72% al +0,46%, con più assunzioni di apprendisti (il saldo passa da -20,16% a -12,58%). Lo dice l'indagine trimestrale di Confartigianato Imprese Piemonte.

Le previsioni sulla produzione restano negative

Migliorano anche pur restando negative le previsioni relative alla produzione totale (da -10,62% a -3,57% e all'acquisizione di nuovi ordini (da -10,78% a -6,38%). Le previsioni di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese scendono dal 38,13% al 36,02%; quelle di carnet da uno a tre mesi salgono dal 39,38% al 42,55%; quelle di carnet superiore ai tre mesi diminuiscono dal 22,50% al 21,43%.

Le proiezioni di investimenti per ampliamenti crescono dal 9,38% al 11,80%, quelle per sostituzioni si riducono leggermente dal 15,47% al 15,22%. Infine, gli intervistati che non hanno programmato investimenti diminuiscono dal 75,15% al 72,98%. "Nonostante le drammatiche difficoltà che sta affrontando il nostro Paese dalla terza indagine trimestrale emerge una strenua volontà di presidiare il lavoro, a dimostrazione dell'enorme forza morale e umana dei nostri imprenditori", commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte.

Felici: "Serve intervento della politica"

"E' comunque necessario sottolineare l'imperversare di gravissime problematiche - aggiunge Felici - che frenano l'intero comparto artigiano, tra cui un costante aumento dei prezzi, le difficoltà negli approvvigionamenti, oltre alle trappole fiscali e alla burocrazia folle. È evidente che le imprese abbiano l'intenzione e la voglia di ripartire, ma è altrettanto evidente che non si possa più rimandare la pianificazione di una politica industriale coerente e legata alle peculiarità del mercato italiano".

redazione

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