Attualità | 04 luglio 2022, 13:25

A Rochemolles due giorni di festa in onore di San Pietro

La frazione di Bardonecchia ha celebrato il suo santo patrono

A Rochemolles due giorni di festa in onore di San Pietro

Due belle giornate estive hanno propiziato lo svolgimento, sabato 2 e domenica 3 luglio, dei festeggiamenti in onore di San Pietro Apostolo, patrono di Rochemolles, frazione di Bardonecchia, a quota 1619 m slm, organizzati dall’AssoAgri, con il patrocinio dalla Civica Amministrazione. 

Sabato 2 luglio nel tendone allestito nello spazio sottostante la parrocchiale si è svolta la cena sociale, denominata “di San Pietrino”, a base di bollito misto cucinato dagli alpini dell’ANA di Bardonecchia, con a seguire la disputa di una gara di ballo su musiche tradizionali popolari proposte dall’Orchestra Bolley & Company, sulla breccia da quarant’anni.   

Eventi molto partecipati che hanno degnamente anticipato la celebrazione domenicale della Santa Messa officiata nella ben addobbata chiesetta parrocchiale risalente al 1296, ricostruita nel XV secolo, da un visibilmente commosso monsignor Gian Paolo Di Pascale, classe 1932, quasi ininterrottamente parroco della frazione dal 1960. 

Tra i banchi i priori Emanuela e Fulvio Guillaume, donne e bambine vestite nei costumi antichi, Chiara Rossetti, Vittorio Montabone, sindaco e vicesindaco, e Maria Teresa Vivino, assessore comunale all’Istruzione; villeggianti, turisti e i rappresentanti delle associazioni sociali e culturali che organizzano soprattutto durante i mesi estivi eventi e manifestazioni originali e tradizionali che contribuiscono a rivitalizzare il borgo. 

Al termine si è svolta una processione per le vie del borgo, con benedizione impartita sul sagrato dal parroco con in mano una preziosa reliquia e la distribuzione da parte dei priori del pane benedetto durante la Santa Messa e un rinfresco offerto dall’Asso-Agri, servito dai volontari in multicolorate magliette. 

I festeggiamenti sono proseguiti nel pomeriggio con una gara di bocce e si sono conclusi in serata con un affollato ballo liscio su musiche proposte nel tendone dal Dj Set.  

Festeggiamenti che hanno impegnato molto Mirella Simiand, presidente dell’AssoAgri, che ha ringraziato tutti i suoi collaboratori ed in particolare i diversi volontari che hanno contribuito al successo della due giorni di intensa e bella festa.  

Molti dei presenti hanno visitato nell’attigua ex casa parrocchiale “La vi(t)a alpina”, esposizione di minuti disegni, illustrazioni, inchiostri e acquerelli a tema montagna realizzati da Alessandro Vicario, mostra visitabile ad ingresso gratuito sino al 24 luglio, dalle ore 15 alle 18.

comunicato stampa

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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