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Politica | 21 settembre 2022, 07:42

Salvini a Torino arringa il popolo leghista: “Bruciamo le cartelle esattoriali e aboliamo la Legge Fornero: vinceremo le elezioni” [INTERVISTA]

Dal leader del Carroccio durissimi attacchi al Pd e a Enrico Letta: “Vogliono liberalizzare la droga, le loro priorità sono lo Ius Soli e il Ddl Zan: per noi lotta al caro bollette e lavoro, ecco perché sono a Mirafiori”

Matteo Salvini

Matteo Salvini, leader della Lega, ieri a Torino

Andiamo a vincere le elezioni e per 5 anni Pd e 5 Stelle si mettono il cuore in pace”. E’ un fiume in piena Matteo Salvini, che dal palco allestito in piazza Dante Livio Bianco, nel quartiere Mirafiori, arringa centinaia di leghisti in vista delle elezioni del 25 settembre. Il leader della Lega attacca a gamba tesa Enrico Letta e il Pd, promette di rottamare cartelle fiscali e legge Fornero. Analizza lo stop ai motori endotermici, ma si concede anche una riflessione su Meloni possibile premier, sul suo futuro e un sorriso su quello di Massimiliano Allegri alla guida della Juventus.


 

Salvini, come mai ha scelto Mirafiori per tornare a Torino?

"Per la Lega il lavoro è la priorità, in un quartiere operaio dove una volta c’era la sinistra oggi ci siamo noi: azzerare la legge Fornero, garantire il lavoro, garantire che la produzione dell’auto rimanga un’eccellenza italiana, perché se ascoltassimo il Pd niente auto a benzina e diesel, solo auto cinesi e pechinesi. Difendere lavoro, Torino e il Piemonte, per noi è la priorità".

E quali altre priorità avete?

"L’emergenza nazionale per noi è bloccare gli aumenti delle bollette, spero che non rimarremmo soli in questa battaglia. Significa cancellare la legge Fornero, arrivare a quota 41 e poi difendere l’industria: non possiamo essere un Paese che chiude le sue fabbriche e licenzia i suoi operai, sono orgoglioso di essere stato un martedì sera a Torino in mezzo a una marea di gente. Chi sceglie la Lega sceglie il lavoro e non altre sciocchezze".

Sullo stop al motore endotermico entro il 2035 ha attaccato la posizione assunta dal Pd in Europa.

"E’ una follia mettere fuori legge entro dieci anni le auto a combustione interna. Significa fare favori alle multinazionali e alla Cina, perché le batterie elettriche vengono prodotte in Cina. Gli ultimi motori prodotti in Italia hanno emissioni pressoché zero, non significa difendere l’ambiente ma licenziare a Torino e dare lavoro a Pechino. La Lega e il centrodestra al Governo bloccheranno questa folle ideologia anti-industriale che peraltro non aiuta l’ambente: la forma di produzione energetica più Green è il nucleare. Chi sceglie Lega sceglie la Tav, il termovalorizzatore, il nucleare, fabbriche, lavoro, legge 41 e flat tax. Venendo qui ho letto che le priorità di Letta sono lo Ius Soli e lo Ius Schole. Capisco perché qui a Mirafiori ci veniamo noi e non la sinistra".

Che affluenza si aspetta alle urne?

"Io spero che voti tanta gente, il voto in democrazia è l’arma per cambiare. Si contrappongono due idee di Italia diverse: la sinistra propone una tassa patrimoniale, noi il taglio delle tasse. La sinistra propone la legge Fornero, noi vogliamo completarne la cancellazione. Fosse per loro, macchine qui non se ne produrrebbero più. Io invece adoro la Torino della bellezza, cultura, turismo, musei, della fatica e delle tute blu, dei colletti bianchi e degli operai".

Da cuore rossonero ha fatto una battuta: Allegri Out o no?

"Nono, ho fatto una battuta. Auguro stabilità, anche alla Juve. Il Toro mi sembra stia andando bene e ce l’abbia, ma da milanista ho perso anche io domenica scorsa. Sul pallone si può dividere e sorridere, sull’Italia no".

E’ rimasto deluso da Damilano, sfilatosi dal centrodestra?

"No, io guardo sempre avanti. Noi l’abbiamo sostenuto. La gratitudine è un valore, evidentemente non si compra al supermercato. Abbiamo mesi impegnativi davanti, perché il costo energia rischia di far chiudere fabbriche, negozi, botteghe, alberghi. Sono molto preoccupato perché l’attuale Governo metta i soldi necessari se no vorrà dire che li metteremo noi appena vinte le elezioni. Ma spero davvero voti tanta gente, capisco frustrazione e delusione ma mai come adesso c’è la possibilità di avere un governo stabile per cinque anni: se vinciamo noi governiamo per cinque anni, senza diciotto cambi di equilibri e maggioranze".

Ma ha un obiettivo preciso a livello di risultati?

"Mi auguro ci sia tanta gente in coda ai seggi, il nostro impegno è di non dividerci mai, per cinque anni. Come stiamo facendo bene al governo della Regione Piemonte.  Supereremo il 10%, faremo di più".

E’ disponibile a Meloni premier?

"Chi prende un voto in più avrà l’onore di guidare questo Paese, è il bello della democrazia". 

C’è chi dice che in caso negativo potrebbe cadere la sua leadership all’interno della Lega.

"Non leggo le fantasie dei giornali che da anni pronosticano la mia fine e mi allungano la vita, regalandomi sorrisi. Questa sera sono arrivato tardi, mi dispiaccio, ma ero con 200 sindaci in Lombardia. Abbiamo 800 sindaci al lavoro domani, sei presidenti di regione, 5.000 amministratori locali: abbiamo una cultura di governo, di legame con il territorio molto radicata e nessuno potrà mai cancellala. L’autonomia per il Piemonte potrebbe fare molto bene: spendere meno, meglio, creare più lavoro e trattenere ricchezza sul territorio. E’ una riforma che costa zero, prevista dalla costituzione, che si può approvare nel primo consiglio dei ministri".

Cinzia Gatti e Andrea Parisotto

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