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Economia e lavoro | 05 ottobre 2022, 07:00

Germania, le centrali a carbone riaprono sotto un governo fatto di ministri Verdi

Prima di diventare ministra degli Esteri del governo Scholz, in qualità di leader dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock aveva fatto molte promesse riguardanti la transizione ecologica che ora ha subito un grave stop

Germania, le centrali a carbone riaprono sotto un governo fatto di ministri Verdi

Prima di diventare ministra degli Esteri del governo Scholz, in qualità di leader dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock aveva fatto molte promesse riguardanti la transizione ecologica, che ora ha subito un grave stop. Chissà se un anno e mezzo fa, in vista delle elezioni, lei e il suo collega di partito Robert Habeck (ora ministro dell’Economia) immaginavano quali ostacoli si sarebbero frapposti fra le loro ambizioni green e la realtà. Il dilemma dell’apertura del Nord Stream 2 pesava già sul clima politico interno, ma oggi dopo il sabotaggio al gasdotto il problema si è risolto da solo almeno per qualche tempo. Dal verde dei sogni si è passati al nero del carbone: come riporta il sito Strumenti Politici, già ad agosto Berlino aveva stabilito di riaprire le centrali a carbone. La metà del combustibile usato dagli impianti tedeschi proveniva dalla Russia, però adesso a causa delle sanzioni bisogna rivolgersi ad altri fornitori. Sono apparsi sono tre ordini di problemi da risolvere. Anzitutto occorre individuare la miscela ottimale fra i diversi tipi di carbone che la Germania sta acquistando; poi bisogna trovare la via più economica per l’importazione, dal momento che trasferire via terra la materia prima da un Paese vicino come la Russia era molto meno caro che portarla via mare da posti lontani come Australia, Colombia o Sudafrica. Infine mancano gli specialisti: durante gli anni della chiusura graduale delle centrali e degli annunci di abbandono delle tecnologie a carbone, il personale specializzato si è reinserito altrove. La Germania si ricominciando a usare anche il carbone “bruno” per i suoi impianti a lignite, che dovrebbero riaprire a ottobre. Questo materiale è altamente inquinante e richiede un largo uso delle risorse d’acqua, già provate dalla siccità estiva.

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