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Cultura e spettacoli | 19 maggio 2023, 17:18

Orchestra Filarmonica: il concerto Ferro al Conservatorio Verdi

Diretto da Giampaolo Pretto e con il solista Kevin Spagnolo. Appuntamento martedì 6 giugno

Kevin Spagnolo

Kevin Spagnolo

La Stagione Alchimie, che nell'arco di una stagione ha esplorato in musica il potere della trasformazione, si chiude martedì 6 giugno alle ore 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con un concerto dedicato al Ferro, l'elemento che più porta con se i caratteri dell'azione, della realizzazione e del dinamismo. A renderlo tangibile, tra note e spartiti, l'Orchestra Filarmonica di Torino, diretta dal maestro Giampaolo Pretto, e il solista Kevin Spagnolo al clarinetto. Vincitore del primo premio del prestigioso concorso di Ginevra nel 2018 a soli 22 anni, Spagnolo è considerato uno dei più giovani e talentuosi artisti della sua generazione. Già vincitore di molti altri concorsi nazionali ed internazionali, dal 2019 è Primo Clarinetto della Swedish Chamber Orchestra.

Ad aprire il concerto la celebre Ouverture Coriolano op. 62 di Ludwig van Beethoven, che il compositore scrisse come intermezzo per l'omonima tragedia del 1804 del poeta e drammaturgo austriaco Heinrich Joseph von Collin. Beethoven la concepì come un componimento con una sua autonomia, mutuando in musica l'intensità violenta dei sentimenti e delle azioni, con una forza drammatica che sin dal poderoso attacco introduce al tema rappresentato.

Il brano successivo, il Concerto n. 1 in fa minore per clarinetto e orchestra op. 73 del romantico Carl Maria von Weber. Fu scritto dopo che Weber conobbe Heinrich Baermann, un virtuoso del clarinetto che aveva la possibilità di suonare uno strumento più moderno rispetto a coloro che lo avevano preceduto. Il Concerto esalta le caratteristiche del nuovo strumento ed è uno dei brani più celebri per clarinetto solista, in equilibrio perfetto tra scelte tecniche, stilistiche e la capacità melodica di Weber.

A chiudere la Sinfonia n. 1 in do maggiore di Georges Bizet, che il compositore francese scrisse a soli 17 anni mentre studiava al Conservatorio di Parigi con il compositore Charles Gounod, dal quale fu ispirato. Forse per questo, o perché considerata un lavoro troppo scolastico, Bizet non la volle mai eseguire mentre era in vita e ne fu casualmente ritrovata la partitura solo nel 1933 negli archivi della biblioteca del Conservatorio. Nel 1935 venne finalmente eseguita, riscuotendo grande apprezzamento per la raffinatezza e la maturità compositiva, e da allora è entrata a pieno titolo nel repertorio romantico.

Nel solco di una tradizione varata da alcuni anni, il concerto in Conservatorio è aperto dal micro racconto ispirato al programma musicale e scritto appositamente per OFT dal giornalista e musicista Lorenzo Montanaro. La lettura del testo, per immergersi nell'atmosfera speciale del concerto, è affidata all’Associazione liberipensatori “Paul Valéry” e all'Accademia di formazione teatrale Mario Brusa di Torino.

comunicato stampa

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