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BuonGiro | 20 maggio 2023, 08:00

BuonGiro. Ce n'è per tutti sul banco degli imputati: il Giro d'Italia ha perso la via

Dal sindacato dei corridori la richiesta di tagliare totalmente il Gran San Bernardo: gruppo spaccato sulla scelta. Vince Rubio la mini "tappa". A Cassano Magnano velocisti pronti

BuonGiro. Ce n'è per tutti sul banco degli imputati: il Giro d'Italia ha perso la via

C'è n'è per l'asino e per chi lo mena. Passatemi il modo di dire molto genovese. Hanno colpe praticamente tutti, dall'organizzazione al sindacato corridori e anche i ciclisti stessi.

Perchè se è vero che i ciclisti hanno dovuto far fronte ai casi Covid, alle cadute, a giornate di freddo e pioggia particolarmente pesanti, con la decisione alla vigilia di tagliare una parte del Gran San Bernardo, sembrava che fossero stati accontentati al massimo così da metterli in condizione di totale sicurezza.

Però tutto questo non è bastato, su richiesta dell'associazione dei corridori è stato applicato l'Extreme Weather Protocol, che scatta solo in presenza di condizioni meteo difficoltose.

A creare grande preoccupazione nei corridori i 26 km di ascesa al Gran San Bernardo con la presenza di tratti di strada con il ghiacco e le temperature basse.

La situazione climatica però non era proprio delle peggiori. Da lì la polemica. Hanno tirato dritto e l'organizzazione li ha accontentati. Con la partenza al Croix de Couer e solo 74 km di corsa.

Insomma, una presa in giro.

"Non ce l'ha ordinato il dottore di fare i ciclisti professionisti. Se non ci piace, possiamo cambiare mestiere". In gruppo però c'è chi non era d'accordo e Moscon dell'Astana con queste dichiarazioni l'ha fatto capire.

Il direttore del Giro Mauro Vegni si è dimostrato ancora una volta vicino ai corridori e proprio anche per questo è stato criticato. A non convincere neanche la programmazione delle tappe, troppo lunghe e a detta di molti mal assortite (vedi la tappa di oggi, poco invitante per lo spettacolo che ci si aspetta in una corsa di sabato).

La scelta del 2020 a Morbegno echeggia ancora tra i tifosi e gli addetti ai lavori: in quel caso i corridori non avevano voluto affrontare una tappa di 250 km a fine Giro scioperando per la pioggia e per il freddo. Ottenendo da Vegni che la tappa venisse tagliata di un centinaio di km. Qualche similitudine c'è rispetto a 3 anni fa. Un precedente al quale aggrapparsi.

"Il sindacato dei corridori ha deciso questo ma credo che la decisione sia stata sbagliata. Esiste un sindacato italiano presieduto da Cristian Salvato e ce n’è uno internazionale che da quest’anno fa capo ad Adam Hansen. Io penso che, sia Salvato che Hansen dovrebbero non essere dei portavoce ma indicare la linea - ha detto l'ex ct Davide Cassani - In pratica evitare ai propri affiliati di fare figure di questo tipo. Alla partenza c’erano 12 gradi, in cima alla salita ben 10 e in Svizzera neanche pioveva. In queste condizioni si doveva correre perché le condizioni lo permettevano. Se accorciamo corse con un meteo come quello di oggi bisognerebbe annullare il 30% delle gare".

Cassani ha detto che i tifosi si sentono traditi. Eh già. Nulla toglie e non smetterò mai di dirlo, che la sicurezza del gruppo va difesa a spada tratta. Ma ho l'impressione che ci siamo degli interessi più alti sia da una parte che dall'altra della barricata. Che i comuni mortali devono "subire" e basta.

La tappa? Eh, cosa c'è da raccontare. Forse solo la lite tra un immenso Pinot, lui sì rispettoso della corsa Rosa e Cepeda, colpevole di non avergli dato cambi in salita. Tra i due litiganti il terzo gode e il colombiano Rubio si è portato a casa la "corsa". Ottimo Gee della Israel quarto al traguardo, già due volte secondo a Viareggio e Fossombrone.

Gli uomini di classifica si sono guardati in faccia, non hanno mosso un dito. Se non Carthy che ha guadagnato qualche secondo.

Ieri il mondo del ciclismo ha perso Arturo Gravalos, corridore della Eolo-Kometa. Morto a 25 anni per un tumore al cervello. Bais gli aveva dedicato la vittoria a Campo Imperatore. A lui va il nostro cordoglio. In una giornata nella quale si è pianto un ragazzo, ha perso il ciclismo stesso.

IL COMMENTO TECNICO di Marco Rebagliati

Tappa 14, da Sierre a Cassano Magnago per un totale di 193 km. Tappa di trasferimento con arrivo adatto per le ruote veloci del gruppo ma che dovranno conquistarsi la possibilità di sprintare per il successo di tappa, perché nella prima parte c'è da scalare il Passo del Sempione.

Dal GPM mancheranno 150 km tra discesa e pianura dove vedremo la lotta tra i fuggitivi di giornata e il gruppo.

Photo credit: LaPresse

Luciano Parodi

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