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Attualità | 06 giugno 2023, 13:47

"Una lesbica non può essere mia figlia": nel Torinese al via campagna antidiscriminazione

Sulla decisione della Regione Lazio di togliere il patrocinio al Roma Pride il sindaco Lo Russo parla di "Gravissimo errore"

foto di archivio

"Una lesbica non può essere mia figlia": nel Torinese al via campagna antidiscriminazione

"Un gravissimo errore". Così il sindaco di Torino Stefano Lo Russo definisce la decisione della Regione Lazio di togliere il patrocinio al Roma Pride. Lo scontro sull'utero in affitto "colpisce" anche la sfilata dell'orgoglio Lgbtqi+, in programma il 10 giugno per le vie della Capitale. "Garantire i diritti a chi non li ha - ha aggiunto il primo cittadino - non significa toglierli a chi li ha. Penso sia profondamente sbagliato e ingiusto che la Regione Lazio abbia tolto il patrocinio".

"Una lesbica non può essere mia figlia" 

Proprio in questi giorni prende il via la campagna di comunicazione sociale antidiscriminazione promossa dell’Associazione Quore. L'obiettivo è duplice: da un lato divulgare la cultura del rispetto e dell’uguaglianze e di promuovere, più in particolare, il servizio di accoglienza TOHOUSING che dal 2019 ospita a Torino persone LGBTQI+ vittime di discriminazione e vulnerabili.

Sui flyer, manifesti, cartoline - che saranno distribuite fino a settembre sul territorio metropolitano ed in occasione di eventi come l'Evergreen - si parla della crudeltà della discriminazione in vari ambiti, dallo sport alla famiglia e mondo del lavoro. Immagini accompagnati da frasi forti come "Una lesbica non può essere mia figlia e vivere in questa casa", oppure "I gay in panchina". 

Battaglia: "Mostriamo faccia più crudele discriminazione" 

La campagna presenta materiali multisoggetto, per mostrare tutta la crudeltà che comportamenti discriminatori esercitano in vari ambiti e situazioni: nel mondo del lavoro come nello sport, nella ricerca di una abitazione o in famiglia. “Vogliamo mostrare la faccia più crudele della discriminazione, quella che purtroppo ancora oggi le persone LGBTQI+ subiscono attraverso parole o atti di odio, violenza, abuso” – commenta Alessandro Battaglia, Presidente dell’Associazione Quore – Spesso si sottovalutano le conseguenze di tali atti, ma le testimonianze che raccogliamo attraverso il progetto di accoglienza TOHOUSING confermano le gravi ripercussioni nella vita delle persone LGBTQI+”.

Cinzia Gatti

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