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Economia e lavoro | 16 maggio 2024, 13:07

Dehors, il governo "apre" alla stabilizzazione dopo il Covid. "Torino è interessata, ma serve un po' di ordine"

Nasi (Epat): "Regole chiare servono a tutelare anche le zone auliche dalle brutture". Chiavarino: "D'accordo, ma non sia un liberatutti. Serve ragionevolezza"

Dehors, il governo "apre" alla stabilizzazione dopo il Covid. "Torino è interessata, ma serve un po' di ordine"

"Siamo contenti che si torni a parlare di un tema centrale per le nostre attività. I dehors sono un elemento fondamentale, quasi un'estensione e non solo dei ristoranti, ma anche bar e gelaterie. Di certo, se si riuscisse a fare un po' di ordine a livello nazionale sarebbe utile". Così Vincenzo Nasi, presidente Epat Ascom Torino, dopo le parole del ministro Adolfo Urso sull'ipotesi di rendere stabili le norme nate a seguito della pandemia da Covid. 

Interessati e pronti a collaborare

"C'è interesse a tenere il più possibile aperti i dehors, anche al di là della stagionalità - prosegue - perché alla gente piace stare fuori. Ma con le norme c'è ancora un po' di confusione, anche perché le competenze sono comunali e cambiano. C'è comunque tutto il nostro appoggio".

No alle esagerazioni, serve equilibrio

Il timore, anche del Codacons, è di un liberatutti che possa danneggiare le bellezze delle città. "Mettere ordine vuol dire fare chiarezza anche dal punto di vista estetico - prosegue Nasi -, ma è importante anche semplificare nelle pratiche. Non per consentire cose brutte, ma per rendere fattibile l'operazione per i negozianti". Ma il problema non sta nei costi, anzi. "Potrebbero essere un limite alle esagerazioni. Non eravamo stati particolarmente felici alla proroga dei dehors Covid proprio perché avevano creato situazioni difficili. Le nostre attività devono muoversi in condizioni si equilibrio e senza esagerazioni. Tanti dehors Covid, invece, si vedono abbandonati in giro per la città e questo non va bene. Allo stesso modo, i costi dovranno essere però sostenibili per le imprese".

Chiavarino: "Ma non sia un liberatutti"

Sul tema si è pronunciato anche il Comune, per voce dell'assessore al Commercio, Paolo Chiavarino: "Bene se si intende regolamentare, ma non se si pensa a un 'liberi tutti' o ad andare a cristallizzare una situazione che era transitoria. Vogliamo capire cosa intende effettivamente il governo, perché se vuol dire legittimare in toto i dehors pandemici questo pone un problema, anche di organizzazione della città". E ha aggiunto: "La nostra visione prospettica è di favorirli, ma con ragionevolezza, col giusto equilibrio, tenendo conto delle esigenze di tutti, e sempre confrontandoci con le associazioni di categoria, altrimenti è il caos".

 

Massimiliano Sciullo

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