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Politica | 29 maggio 2024, 12:59

Dieci partite da vincere: ecco il "programma" di Coldiretti per il prossimo governatore del Piemonte: "Nessuno parla di agricoltura"

Incontro al Teatro Regio con i candidati alle Regionali. Brizzolari: "Fauna selvatica e difesa della dieta mediterranea"

Dieci partite da vincere: ecco il "programma" di Coldiretti per il prossimo governatore del Piemonte: "Nessuno parla di agricoltura"

La fauna selvatica da contenere (cinghiali, ma non solo) e il problema dilagante della peste suina africana. Ma anche la tutela delle filiere, da far convivere con la gestione dell'acqua (non quest'anno, forse, ma la siccità rischia di essere un compagno di viaggio scomodo, in futuro) e la qualità dell'aria. Sono in tutto dieci i temi che Coldiretti Piemonte ha messo sulla scrivania del futuro governatore regionale. La voce di 90mila aziende, che però viene poco ascoltata.

Il confronto con i candidati alle Regionali

Li hanno ribaditi oggi, al teatro Regio, alla presenza di alcuni dei candidati alla poltrona di presidente del Piemonte: Alberto Cirio, Gianna Pentenero, Sarah Disabato e Alberto Costanzo (non c'era Francesca Frediani). Al tavolo, i direttori provinciali di tutte le territoriali della categoria.

A completare il quadro, i fondi per lo sviluppo rurale, la difesa del suolo, il contrasto alle malattie che colpiscono le coltivazioni, ma anche la semplificazione amministrativa e il sostegno all'innovazione in campo agricolo, puntando alla multifunzionalità (abbinando aspetti didattici, turistici e cosi via).

"Si parla poco di agricoltura"

"Guardando i programmi dei diversi candidati, purtroppo, non si nota molta attenzione all'agricoltura. Per questo rivendichiamo maggiore attenzione a tutte le parti politiche - dice la presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari -: per questo chiediamo interventi immediati, fin dal loro insediamento".

"C'è sempre poca agricoltura, non solo in Piemonte - aggiunge -. Veniamo sempre lasciati un po'indietro, anche oggi che si parla di cambiamento climatico e green deal. Ma ci sono tanti problemi, grandi e piccoli, compresi gli invasi dell'acqua e infrastrutture che perdono l'80% di ciò che trasportano. Invece siamo un comparto fondamentale, perché appartiene a una filiera e che accompagna anche turismo, ristorazione e non solo. E poi bisogna limitare l'invasione dei pannelli fotovoltaici: nessuno ama la terra più dell'agricoltura, perché la terra è la sua vita".

"La lotta alla fauna selvatica e la difesa della dieta mediterranea, insieme a tutto quello che rappresenta, sarà la nostra missione più importante per il futuro", conclude Brizzolari. "E in un anno come questo, con molte precipitazioni, non bisogna trascura il tema degli invasi e dei pozzi".

Senza dimenticare il tema dei costi di produzione: "Dobbiamo proteggere le nostre attività abbassando certe spese e rimanendo competitivi a livello internazionale, con le importazioni che arrivano in Europa".

Noi non delocalizziamo

"Bisogna portare avanti in maniera operativa e trasparente le istanze che toccano da vicino il comparto agricolo - aggiunge Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino -. Noi non facciamo politica, ma chiediamo cose di buon senso. Principi che servono ad aziende che non possono delocalizzare, ma che sono strettamente collegate al territorio".

Massimiliano Sciullo

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