Più videocamere di sorveglianza e un maggior coordinamento tra i vari comuni della cintura ovest di Torino: è questo il messaggio lanciato durante il quarto incontro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dal prefetto Donato Cafagna.
Tanti gli attori presenti al tavolo
Questa mattina a Rivoli si è svolto l'incontro per favorire confronto e dialogo tra le forze di polizia con le amministrazioni locali, le formazioni socio-economiche e i sindacati del territorio. Hanno partecipato il Questore Massimo Gambino con i Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i vertici delle Specialità della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco, la consigliera metropolitana delegata alla pianificazione strategica Sonia Cambursano e i Sindaci di 23 comuni della cintura Ovest.
"Vogliamo lavorare per implementare gli strumenti tecnologici che sono a disposizione delle forze di polizia per monitorare il territorio - ha dichiarato il prefetto - innanzitutto sul piano della videosorveglianza di aree urbane anche rurali e industriali. Consente di essere presenti anche laddove non è possibile garantire la presenza delle pattuglie".
La richiesta di un maggior cooordinamento
A fianco di questo strumento, però, serve anche un maggiore coordinamento tra i comuni, specialmente quelli più piccoli e con meno personale. Il prefetto ha evidenziato l'importanza di valutare la possibilità di un progetto per consorziare il personale delle polizie locali di comuni diversi, in modo da poter assicurare servizi dedicati in caso di esigenze particolari.
"L'obiettivo - ha spiegato Cafagna - è avere una sicurezza integrata in cui insieme Stato, Regione, comuni, tutti concorrano per il benessere della comunità, e si realizza con scambio informativo stretto tra polizia locale e forze di polizia".
Infine, è importante sensibilizzare soprattutto i giovani, altro tema finito al centro dell'analisi. "Dobbiamo coinvolgere le giovani generazioni - ha commentato il prefetto - Come prefettura abbiamo attivato momenti di informazione e testimonianza su uso di alcol e droghe con ragazzi e scuole, ma anche una serie di incontri sull'utilizzo dei social network. Importante anche il coinvolgimento di associazioni locali che si impegnano per rafforzare la legalità, come chi lavora nel contrasto all'estorsione e all'usura e a chi valorizza i beni sequestrati alla criminalità".
Lo strumento del daspo urbano

Il questore Massimo Gambino ha sottolineato come possa essere importante lo strumento del daspo urbano, ma come sia necessario che i comuni dotino la polizia locale degli strumenti normativi alla base della sua attivazione. "La Corte - ha spiegato - ha sostenuto la costituzionalità del daspo urbano per determinati luoghi pubblici, mentre non per l'applicazione su tutta l'area provinciale. La sentenza è importante perché legittima questo strumento, messo in campo dal Questore ma basato su regolamenti polizia locale: invito laddove non ci sia la base normativa a svilupparla".
Tra le criticità riportate dai comandanti di polizia, ci sono un maggior numero di sanzioni alla guida per utilizzo di alcool e sostanze stupefacenti e un aumento degli atti di vandalismo nelle stazioni ferroviarie e sui treni.
Arrigo e le priorità del Comune di Rivoli
"A Rivoli - ha concluso il sindaco Alessandro Errigo - abbiamo tre necessità più emergenziali. La prima è il tema giovanile, per cui dobbiamo trovare una modalità per monitorare gli atti vandalismo: la sensibilizzazione del bene pubblico è una responsabilità collettiva. Secondo: la sicurezza in strada. Nel territorio abbiamo avuto tre incidenti mortali nell'ultimo anno e dobbiamo fare di tutto per prevenirli: non possiamo riempire le strade di dossi ma bisogna sensibilizzare il rispetto delle norme attraverso l'educazione nelle scuole e nei quartieri. Terzo: la mancanza di strumenti. A volte ai sindaci manca lo strumento normativo per poter intervenire, in caso di situazioni al confine tra problema sanitario e sociale".














