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Sanità | 18 marzo 2026, 15:45

In cura a Torino ma arrivati da fuori: Casa AIL aumenta i posti letto per i malati di cancro

Da oggi tutte le sei stanze doppie degli alloggi di via Nizza 20 hanno bagno in camera, cucina nuova e uno spazio comune grazie ai lavori da 170 mila euro

Casa AIL aumenta i posti letto per i malati di cancro

Casa AIL aumenta i posti letto per i malati di cancro

Casa AIL (Associazione italiana contro le leucemie linfomi e mieloma) ha una nuova sede, per ospitare i malati oncologici che vengono a Torino da fuori città per curarsi. 

Interni completamente rinnovati

Nella mattina di oggi, mercoledì 18 marzo, è stata inaugurata la Casa di via Nizza 24: l'indirizzo non è cambiato ma gli interni sono stati rinnovati completamente, per offrire agli ospiti un'accoglienza comoda e protetta, grazie alle donazioni e a lavori per 170 mila euro.

La struttura ha ospitato, nel 2025, 12 persone in cura più 10 accompagnatori, per una permanenza media di 120 giorni e un totale di 1315 notti di accoglienza totalmente gratuite. Le sei stanze di Casa AIL, dopo la ristrutturazione, hanno un bagno privato in camera e la possibilità di ospitare, oltre alla persona in cura, un caregiver. La cucina è comune ma suddivisa in uno spazio per ogni ospite, per favorire l'autonomia ed evitare la contaminazione.

Ad essere rinnovate sono state tre delle sei camere - quelle che non avevano un bagno in camera - una delle due cucine e uno dei due spazi giorno condivisi. Avere un luogo comune favorisce la socialità, fattore chiave nei giorni difficili di chi deve affrontare una malattia devastante.

Il racconto dei primi ospiti

"Sapere che c'era questo spazio, senza affitto spese o bollette, è stato fondamentale dopo aver scoperto la malattia - ha raccontato Fabrizio, il primo ospite di Casa AIL nel 2015 - La signora Laura mi ha accompagnato in tutto il percorso, fino a quando sono tornato a casa, e dopo ho deciso che anche io avrei voluto dare questo aiuto. I pazienti che vengono da fuori Torino si sentono persi e avere qualcuno con cui parlare aiuta anche a livello medico".

"L’inaugurazione della nuova Casa AIL - ha commentato la presidente Federica Galleano - rappresenta per noi un momento fondamentale, perché segna la conclusione di un percorso di rinnovamento pensato per accogliere al meglio pazienti e famiglie. Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza il fondamentale impegno di sostenitori e volontari. Oggi la nostra associazione compie un ulteriore passo avanti, dopo l’inaugurazione della struttura nel 2015".

"Cura e speranza vanno assieme"

"Parlare di cura e speranza è fondamentale soprattutto in questo periodo difficile - ha dichiarato l'assessora ai servizi sociali di Torino Jacopo Rosatelli - Il sistema sanità ha bisogno di luoghi come questo, per dimettere prima, liberare posti letto e conta su un contorno accogliente e funzionante".

Nel corso dell’incontro è stata annunciata l’istituzione di una borsa di studio dedicata alla memoria di Elena Marchis, che sarà assegnata a un giovane ricercatore o ricercatrice. E per continuare a raccogliere i fondi necessarie alle attività dell'associazione, da venerdì 20 a domenica 22 oltre 500 volontari saranno presenti nelle piazze di Torino e provincia per offrire le Uova di Pasqua AIL a quanti vorranno contribuire al finanziamento dei progetti di ricerca e delle attività. Nel 2025, solo a Torino, AIL ha trasportato 102 pazienti per un totale di 42 mila chilometri, con una spesa di più di 50 mila euro; ha speso 128 mila euro per assistenza e 222 mila euro per le borse di studio.

L'importanza del terzo settore

"In questo caso accade una cosa bellissima - ha commentato il consigliere regionale Silvio Magliano - vengono ospitate persone a cui viene detto che non sono soli nel percorso da fare. Sapere che c'è un luogo che ti accoglie è un bene e una speranza: anche se sono solo 12 posti è il concetto che è rivoluzionario".

"Il rapporto col terzo settore è fondamentale - ha concluso il direttore generale di ASL Torino Carlo Picco - A noi spetta mettere in campo cure e strumentazioni all'avanguardia ma non riusciamo a dare questo livello di umanizzazione e per questo ringrazio AIL e realtà come questa".

Francesco Capuano

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