Diciotto condanne hanno chiuso a Torino il processo per i disordini e i danni che si ebbero nel centro storico della città del marzo del 2023 durante un corteo di anarchici in solidarietà con Alfredo Cospito, che in quel periodo stava sostenendo uno sciopero della fame per protestare contro il regime di 41 bis cui era sottoposto in carcere.
Pene dai 5 anni ai 6 mesi
Le pene inflitte dal tribunale - come riporta l'agenzia di stampa Ansa - spaziano dai cinque anni e sei mesi di reclusione ai 18 mesi di arresto.
Da quanto si ricava dalla lettura del dispositivo, i giudici hanno escluso il reato di devastazione ma hanno riconosciuto, come sosteneva la procura, il concorso degli imputati nella "minaccia a pubblico ufficiale", cosa che a giudizio della pubblica accusa di mostra come i danneggiamenti furono preorganizzati.
Comune di Torino parte civile
Tra le parti civili figurava il Comune di Torino, che ha ottenuto una provvisionale di 33 mila euro.
"Leggiamo con profondo stupore la sentenza sui disordini di Torino del marzo 2023: ridurre quanto accaduto a un semplice danneggiamento significa non rendere giustizia alla gravità dei fatti. Una decisione che lascia l’amaro in bocca. Rispettiamo l’autonomia della magistratura e restiamo fermamente garantisti, ma non possiamo non rilevare come una simile interpretazione rischi di indebolire la percezione della legalità", hanno dichiarato il senatore Roberto Rosso, vicepresidente vicario del gruppo di Forza Italia al Senato e vicesegretario del partito in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.














