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Cronaca | 20 aprile 2026, 07:07

Scoperto il cadavere di un rider: trovato morto tra la vegetazione in strada della Creusa

Il 32enne deceduto a causa dei diversi traumi riportati

Scoperto il cadavere di un rider: trovato morto tra la vegetazione in strada della Creusa

Scoperto cadavere di un uomo in strada della Creusa 109. Il 118 di Azienda Zero è intervenuto ieri sera intorno alle 23 dopo la segnalazione di una passante che ha aveva visto una bicicletta lungo la strada. La centrale operativa del 118 di Torino ha inviato un'ambulanza sul posto e a poca distanza, tra la vegetazione, è stato trovato un ciclista, probabilmente un rider, deceduto.  

L'uomo aveva 32 anni e aveva riportato diversi traumi. Stando alle prime informazioni si tratterebbe di un incidente autonomo. Sull'accaduto indaga la Polizia. 

"Dopo il recente caso del rider picchiato e rapinato a Verona, il ciclofattorino investito e ucciso a Torino e ritrovato casualmente dopo parecchie ore, senza che il datore di lavoro se ne sia interessato, evidenzia ancora una volta i rischi legati a questa ‘professione’, svolta per lo più da persone migranti, sottopagate e, in molti casi, anche vittime di caporalato", commenta Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro. "È necessario porre fine a queste continue tragedie che colpiscono lavoratori fragili con poche o nessuna tutela – afferma Quirico – e intervenire per garantire loro mezzi sicuri, adeguati dpi (giubbotti catarifrangenti, gps e abbigliamento adeguato) e paghe dignitose. La situazione dei rider, esposti quotidianamente a rischi senza adeguate tutele e condizioni di sicurezza, non è più tollerabile: è urgente intervenire per garantire loro diritti e dignità", conclude il direttore di Sicurezza e Lavoro.

"Oggi la comunità dei rider piange un’altra vittima. Un lavoratore morto mentre stava effettuando una consegna, nella zona collinare di Torino. Il corpo di Adnan El Sayed, fattorino di 32 anni, è stato trovato senza vita ieri sera a Cavoretto da un passante. Attendiamo con fiducia che le indagini delle autorità accertino la dinamica dell’incidente che ha causato la morte di un giovane rider, ma non possiamo stare in silenzio, perché quanto accaduto non può essere etichettato come una tragica fatalità. Perché è il sistema stesso del food delivery, così come concepito dalle multinazionali che gestiscono il settore, ad esporre lavoratrici e lavoratori ai rischi", denunciano i sindacati. "Da una parte, l’algoritmo che premia i fattorini con prestazioni di alto livello e penalizza chi non accetta consegne troppo lontane, dall’altra le strade percorse continuano ad essere insicure. Inoltre, denunciamo da tempo la necessità che le piattaforme controllino l’idoneità dei mezzi utilizzati dai rider, assumendosi così la responsabilità della protezione dei propri lavoratori".

I rider, anche nella nostra città, vivono nell’invisibilità, costretti a orari massacranti per paghe da fame - dichiarano Danilo Bonucci, Segretario Generale del NIdil Torino e Federico Bellono, Segretario Generale della CGIL Torino che sottolineano la necessità di – aprire una vertenza per garantire condizioni di lavoro dignitose e protocolli di sicurezza reali, perché non è accettabile esporre queste persone al pericolo nell’indifferenza totale delle piattaforme e del Governo. Il profitto senza scrupoli delle multinazionali del food delivery deve essere fermato”.

"Un'altra delle tante vittime di un lavoro in cui la velocità è tutto. Un lavoro in cui, troppo spesso, paghe da fame e cottimo costringono a turni pesanti e sovraccarico di consegne. Un lavoro che sono quasi sempre giovani stranieri a svolgere. Giovani come Adnan, che meritano il futuro per cui hanno lottato. Ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi amici", dichiarano Marco Grimaldi, Vicecapogruppo AVS alla Camera, Alice Ravinale, capogruppo Avs in Consiglio regionale e Sara Diena, capogruppo in Comune SE.

redazione

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